Lettera al primo congresso "Euroland Democratic Front"

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Lettera al primo congresso "Euroland Democratic Front"

Messaggio Da Ospite il Ven Giu 24, 2011 11:50 am

Di Umberto Banchieri
A seguito dell’invito per il 2 ed il 3 luglio a Parigi al meeting (chiamato Eurolando Democratic Front) organizzato da Newropeans per l’incontro tra movimenti (come ad esempio quello degli indignados spagnoli) e partiti provenienti da tutta Europa, con l’obiettivo di discutere su alcuni importanti argomenti (divisi per panel), abbiamo deciso di inviare una lettera, in quanto nessun membro del CD poteva essere presente a Parigi in quei giorni. Un vero peccato in quanto NDE era tra gli invitati principali a parlare, ma cause di forza maggiore non lasciavano altra scelta.
Tale lettera è stata scritta dal sottoscritto ed è stata sottoscritta dall’intero CD.
Maggiori informazioni qua (link in inglese): http://www.newropeans-magazine.org/content/view/12307/1/lang,fr/




Torino, Italy 24/06/2011

At the manager of Newropeans and at the invited at the First congress of the "Euroland Democratic Front"


Object: A road to a new Europe - mail to the First Congress of the "Euroland Democratic Front"



Egregi signori e signore convenuti al primo congresso dell'"Euroland Democratic Front", sono Umberto Banchieri e vi invio questa lettera a nome di Nuova Democrazia Europea.

Come prima cosa saluto a nome di Nuova Democrazia Europea tutti coloro che prenderanno parte al congresso.
Da parte nostra ci rammarichiamo che nessun rappresentante di NDE fosse disponibile per i giorni del 2 e 3 luglio a venire a Parigi, per questo motivo vi inviamo la presente lettera: in maniera di poter comunque presentare il nostro pensiero e le nostre proposte sui grandi temi che avete sollevato.

I temi sono sicuramente importanti e difficili eppure strategici per lo sviluppo del continente europeo ed il benessere dei suoi cittadini, di nostro cercheremo di essere quindi propositivi e realisti, nonostante i limiti di questa forma di comunicazione.
Il populismo, a cui il nazionalismo è spesso legato, trova sempre maggior spazio nei dibattiti politici europei.
Ironia vuole che tra l'altro questi nazional-populismi siano così simili nei modi, nelle parole e nelle idee nonostante mostrino un fastidio palese nel migliore dei casi verso il concetto di Europa unita (notare che non parliamo di UE, in quanto anche al più convinto europeista l'UE così com'è ora può a ragione non piacere) o che spesso lo rinnegano violentemente, valicando confini, lingue e usanze e tradizioni locali. Spesso anche con storie di sfondo simili.

Provocatoriamente ci si può chiedere se, in fondo, questa non è una dimostrazione che l'unità europea in un qualche modo funziona visto che c'è una condivisione anche dei modi di fare politica, in fondo questi nazional populismi tendono a riunirsi a livello continentale e a collaborare tra loro... certo è che lo spirito con cui lo fanno non è quello di fratellanza o di cooperazione 'a gratis'...
Ci duole ricordare che però a noi di NDE questi populismi siano cose che suonano già 'vecchie' (fermandoci alla storia europea recente, non oltre gli anni '80 quindi) e purtroppo ben conosciute: prima ancora dei recenti successi di partiti nazionalisti e populisti nell'Europa Centrale e Settentrionale bisogna ricordare che proprio in Italia ebbero successo negli allora anni '90 partiti come la Lega Nord (partito autonomista/indipendentista del Nord Italia, con forti vene exnofobe) o Forza Italia ("partito impresa" costruito attorno alle necessità di un singolo individuo, Silvio Berlusconi) che con il loro esempio hanno trasformato sensibilmente il modo di far politica in Italia (anticipando spesso quello che sarebbe avvenuto in gran parte del resto del continente); declinando la politica sempre di più attorno ai singoli leader e a slogan vuoti di significato, ma di grande presa mediatica, slogan per di più spesso incoerenti tra loro e rinnegati nei fatti.

Tutto ciò pur non minando formalmente il funzionamento democratico (le istituzioni democratiche formalmente sono sempre quelle) di fatto ne ha ucciso lo spirito: il controllo dei media, la lotta politica portata a livelli di tifoseria ultrà di calcio, l'insofferenza verso i sistemi di check and balance, la disaffezione verso la politica del normale cittadino (in particolare da parte delle nuove generazioni). .
Però ciò non è più 'colpa' di una certa parte politica, purtroppo questo modo di fare e di pensare è entrato in tutti i partiti e spesso pure nel singolo cittadino, consapevolmente o meno.

In Europa le proteste si fanno sempre più vivaci, ma nei fatti si limitano spesso alla mera difesa di interessi corporativi, alla lotta contro un determinato personaggio o richieste di mantenimento di spese sociali, raramente arrivano tali proteste a proporre reali cambiamenti per quel che riguarda la gestione della cosa pubblica.

Senza riforme vere istituzionali e nel modo di far politica si rischia fra 10/20 anni di essere di nuovo allo stato di cose in cui siamo ora, se non peggio.

Per esempio forti sono le proposte di aumentare le tasse ai grandi investitori in borsa o ai redditti elevatissimi per supportare redditti medio bassi, o garantire spese come quelle di ricerca o sanità, ma tali proposte rischiano da sole di tradursi in una operazione 'cosmetica' e populistica (il populismo in fondo per le definizioni più accettate non è nè di destra nè di sinistra, ma è un modo di condurre la politica) se non vengono accompagnate da reali riforme profonde... si possono attuare tutte le riforme del mondo dal punto di vista economico e fiscale, si possono dare tutti i soldi del mondo a istruzione, ricerca, sanità, welfare, ma se i soldi continuano ad essere sperperati e mal spesi non si va da nessuna parte.

L'UE, gli stati membri e le singole amministrazioni locali si trovano quindi di fronte ad una sfida esemplificabile in una sola parola: governance.

Per l'UE questa parola diventa tanto più importante: solo una buona governance può garantire l'unità e la difesa di quei diritti e di quelle possibilità che la costruzione europea ci ha garantito.

Non di meno come il caso greco ci insegna una sola 'mela marcia' all'interno dell'UE rischia di danneggiarla nel suo complesso, per questo non ci si può dimenticare che un buon governo continentale non può che andare avanti se c'è un buon governo e amministrazione (diritto che non casualmente è citato nella Carta dei Diritti Fondamentali) anche ai livelli più bassi, più vicini al cittadino.
Ma non vogliamo annoiarvi ulteriomente con questi discorsi di carattere generale, che in fondo ben conoscete, perciò visto che ci piace essere pratici ecco le nostre proposte panel per panel.


Panel 1

C'è bisogno che il cittadino si senta e sia maggiormente rappresentato, solo se i cittadini riconquistano la politica i cittadini stessi potranno fidarsi della politica stessa e sentirsi quindi realmente rappresentati.

Per quanto riguarda l'UE e l'Europa noi proponiamo principalmente:
-Maggiore chiarezza e semplificazione delle procedure e dei requisiti per proporre referendum propositivi di natura popolare.
-Sistema elettorale standardizzato per l'elezione degli europarlamentari, sia per la necessità di maggior democratizzazione e parità di possibilità di accesso alla politica europea all'interno dei diversi stati membri UE, sia in rispetto dell'art. 223 del Trattato di Lisbona.

Per quanto riguarda l'Italia, ma in realtà molte proposte sono estendibili a molti altri paesi europei nelle nostre identiche condizioni, invece proponiamo:
-Riduzione dei privilegi e allineamento delle indennità alla media europea, perchè sprechi della politica troppo alta non possono che allontanare il cittadino e risultare che odiosi, tanto più in periodo di crisi economica.
-Il divieto di essere eletti per più di due volte per lo stesso mandato a qualsiasi livello di amministrazione pubblica.
-Il maggiore supporto, tramite quozienti elettorali appositi, per coloro che praticano politica da meno di 10 anni per favorire maggiormente il ricambio generazionale.
-Di aprire realmente ai giovani il Parlamento abbassando il limite minimo di età per diventare deputati a 18 anni e per diventare senatori a 25/30 anni. L'eta minima attualmente prevista è di 25 anni per la Camera e di 40 anni per il Senato.
-L'abolizione della figura dei senatori a vita in quanto pur non eletti tramite regolari elezioni, ma cooptati in maniera arbitraria dal solo Presidente della Repubblica, hanno potere di voto esattamente come un senatore regolarmente eletto.


Panel 2

I rischi di conflitti generazionali sono sempre più alti in tutta Europa, in particolare si può segnalare l'alto grado di disoccupazione tra i giovani in paesi come Italia e Spagna.

Oltre a questo sorgono problemi dovuti dalla sempre maggiore competizione che i paesi europei si trovano ad affrontare con colossi dell'economia affermati (come la Cina) o nascenti (come il Brasile), competizione che però i paesi europei continuano a voler il più delle volte affrontare da soli.

Ecco le nostre proposte:
-Favorire l'imprenditoria giovanile: ciò può essere fatto a qualsiasi livello di amministrazione, locale, nazionale o europea che sia, ma deve essere fatto realmente e senza indugi.
-Favorire, come già accennato per il panel 1, il ricambio generazionale nell'amministrazione della cosa pubblica.
-Maggiore protezione contrattuale per i giovani lavoratori; in particolare da abbandonare, anche tramite legislazione comunitaria, saranno tutte quelle situazioni ai limiti dello sfruttamento, per noi abitanti dello stivale ben esemplificabili dalla marea di tipologie contrattuali a breve e brevissimo termine. Inoltre sarà da favorire tramite detassazione o incentivi l'assunzione di neo-lavoratori.
-Integrazione maggiore per la ricerca europea (anche attraverso la creazione di una Agenzia Esecutiva Unica per tale argomento), in particolare per quanto riguarda la ricerca nelle energie rinnovabili: un mercato che in futuro diventerà sempre più importante e grande. In generale non si può pensare di affrontare i nuovi giganti dell'economia sulla quantità (spesso ottenuta anche tramite fenomeni di dumping di mercato), ma sulla qualità sì, ed è quella la strada da percorrere per assicurare competitività e quindi benessere economico.


Panel 3

Shengen è stato un grande passo avanti per quanto riguarda l'integrazione europea: oggigiorno un cittadino può viaggiare da Lisbona a Varsavia senza dover esibire un solo documento, senza visti, nè altro.

Non di meno tale risultato va al contempo protetto e superato in chiave positiva.

Ecco cosa proponiamo:
-Come primo passo una armonizzazione della legislazione dei paesi membri per quel che riguarda il trattamento degli immigrati extra-comunitari e dei richiedenti asilo, tale necessità si impone come primaria a causa del fatto che le differenze tra i vari stati membri dell'UE intaccano direttamente la possibilità di libera circolazione anche per i cittadini dei paesi membri a causa dell'uso, in buona o cattiva fede che sia, di tale problema da parte degli stati membri per reinserire controlli alle proprie frontiere.
-Come secondo passo deve seguire una maggior apertura interna ai confini comunitari, in particolare per quel che riguarda la possibilità di soggiorno e di vita in uno stato membro diverso da quello di origine, argomento troppo spesso lasciato nei fatti alla discrezionalità del singolo governo nazionale, se non addirittura ente locale.
-Creazione di una procura europea e potenziamento dei poteri della Commissione per quanto riguarda la giustiza e la sicurezza, in maniera da meglio contrastare i fenomeni criminali che seguendo la caduta dei confini tendono ad espandarsi sempre di più da un paese europeo all'altro, minando però al contempo la fiducia del cittadino stesso nella mancanza di frontiere.
-Database unico per le forze di polizia degli stati membri dell'UE per garantire una costante diffusione e condivisione di dati tra di esse e quindi un miglior contrasto della criminalità.

Panel 4

L'UE è destinata a diventare una attrice di primaria importanza nel panorama internazionale: la competizione sempre più accesa e la nascita di una mappa del potere internazionale basata su un sistema multipolare di poche grandi potenze continentali o sub continentali non può che far perdere voce ai singoli stati europei nonostante la riluttanza di questi ad accettarlo.

I recenti avvenimenti in Nord Africa ne sono un esempio, singoli protagonismi di stati europei infatti non hanno pagato e sopratutto si sono esauriti nell'arco di poco tempo non avendo quei singoli stati la forza di fare da soli (lampante il caso della Francia con la Libia), tanto più in una situazione incerta e dagli esiti altrettanto incerti.

-UE come protagonista nella politica estera, in particolare tramite la sponsorizzazione del modello di integrazione multilaterale europeo come risoluzione di conflitti e sistema di sviluppo economico.
L'UE può diventare protagonista nel campo del soft power grazie al suo modello e a diversi suoi punti di forza, come l'Euro, contribuendo al pacifico sviluppo delle relazioni internazionali, purchè in un ottica sempre di difesa dei diritti umani e dei valori democratici.
-Creazione di un seggio unico europeo nei vari organismi internazionali, come WTO, FMI e ONU per meglio difendere gli interessi europei e combattere meglio e con maggior forza quelle pratiche di dumping commerciale (legate alla violazione di diritti umani) che ledono gravemente le aziende europee e quindi i loro lavoratori, ciò ovviamente accompagnato da maggior poteri per l'UE per quel che riguarda politiche di bilancio, finanziarie e di politica estera.
-Vertici della BCE soggetti a durate del loro mandato minori (per favorire un maggior ricambio dei vertici) e aumentati poteri di sorveglianza del P.E. e delle istituzioni europee in genere su di questa.
-Reale politica di Difesa a livello europeo, in particolare proponiamo la creazione di una struttura di comando unificata per le Forze Armate a livello europeo, ed una integrazione, attraverso il potenziamento dell'European Defence Agency, del sistema di procurement: favorendo con ciò la ricerca europea in tale settore, valorizzando le eccellenze tecnologiche, nonchè razionalizzando le dotazioni attualmente in linea con le varie forze armate. Ciò oltre ad una maggiore incisività della parola europea nei consessi internazionali garantirebbe anche consistenti risparmi economici di scala.

Panel 5

Le politiche energetiche sono una delle principali tematiche con cui ci si confronta oggi giorno, è indubbio che politiche energetiche sbagliate compromettono l'indipendenza di interi stati ed il benessere di intere popolazioni, per non parlare di danni all'ambiente e danni alla stessa salute umana.

Per questo l'argomento va affrontato con estrema serietà ed in un'ottica di aperto confronto, ecco le nostre principali proposte e posizioni:
-No al nucleare oggi disponibile. Oggigiorno le tecnologie nucleari oltre ad essere ancora molto insicure non assicurano quell'indipendenza energetica di cui Italia ed Europa hanno bisogno: il sempre più alto costo dell'Uranio e la sua bassa diffusione in natura infatti non risolverebbero questo problema, inoltre quelle nucleari sono tecnologie costose e che si ammortizzano solo su un periodo di tempo molto lungo. Non per questo siamo contrari alla ricerca in tale settore: un domani la tecnologia potrebbe offrire le risposte ai problemi che oggi tale tecnologia solleva.
-Sì alle energie rinnovabili. Solare e eolico per dire le due principali devono essere incentivate rendendole veramente competitive sul mercato, ciò non tanto tramite incentivi diretti che tendono a 'drogare' il mercato, ma favorendo in particolare la ricerca per renderle maggiormente efficenti a parità di impianti e meno costose per quel che riguarda la produzione dei singoli componenti. Ciò può creare inoltre molti posti di lavoro e numerose nuove aziende facendo da volano per l'economia.
-Favorire l'efficenza energetica tramite standard costruttivi più elevati delle abitazioni e delle componenti elettroniche.
-Favorire il trasporto di merci e persone su rotaia per abbattere il consumo di prodotti petroliferi e quindi diminuendo le importazioni in Europa di tali prodotti.

Panel 6

La governance dell'Europa, come già accennato per il panel 1, riveste una importanza vitale. Ridisegnare le istituzioni dell'UE è quindi fondamentale, ma non solo per via del rapporto con i cittadini, ma anche per raggiungere quella funzionalità che oggigiorno le istituzioni europee non hanno. Mancanza di funzionalità che le trasforma troppo spesso in scatole vuote.

Ecco le nostre proposte principali:
-Ampliamento del potere dell'Europarlamento, in particolare per quel che riguarda il potere di iniziativa legislativa diretta, potere a tutt'oggi precluso.
-Membri della Commissione selezionati e nominati dal P.E., il Consiglio dell'UE dovrebbe solo ratificare tale scelta.
-Commissione UE come vero esecutivo, con minori poteri legislativi, ma maggior poteri per quel che riguarda l'attuazione dei Trattati e delle decisioni prese in sede europea.
-Consiglio dell'UE da trasformare in una 'Camera Alta' degli Stati composta da membri fissi scelti dai governi nazionali nonchè in numero di almeno un rappresentante per il Comitato Economico e Sociale e Comitato delle Regioni. Abolizione del COREPER i cui compiti verrebbero assorbiti da questa nuova struttura. Le decisioni dovranno essere prese esclusivamente a porte aperte.
-Presidente del Consiglio europeo come primo rappresentante dell'UE (o Presidente Europeo) con poteri simbolici e di rappresentanza interna ed esterna dell'UE, nonchè formalmente ai vertici della struttura dell'UE.
-Riduzione e accorpamento delle Direzione Generali laddove siano presenti duplicazioni o DG accorpabili per gli argomenti trattati, in maniera da renderle maggiormente efficenti e possibilmente ridurre i costi di gestione della Commissione nel suo complesso.


Ci scusiamo se ci siamo dilungati, ma in realtà ci sarebbe molto di più da dire e molto avremmo voluto ancora dire su questi delicati argomenti, argomenti che di certo non si finisce di parlarne nell'arco di qualche pagina o anche di un congresso: forse non basta una intera biblioteca sull'argomento.... eppure sono temi su cui è bene sempre parlarne per tenere viva o accendere l'attenzione della pubblica opinione, tanto più che tali argomenti troppo spesso sono argomenti poco considerati dalle grandi discussioni che si sviluppano sui media come giornali e TV.

Vi facciamo quindi i migliori auguri per la buona riuscita del congresso, sperando che ne possano uscire molte idee innovative ed interessanti e assicurando che al prossimo congresso sicuramente non mancheremo!

Distinti saluti e auguri di buon lavoro!


In fede:

Umberto Banchieri
Membro del Comitato Direttivo di NDE


Lettera sottoscritta da:

Marcello de Vita
Fondatore e presidente di NDE

e dai rimanenti membri del CD:
Andrea Tiberti
Dario de Vita
Fabio Pareto
Tommaso Carrettoni


Ospite
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Re: Lettera al primo congresso "Euroland Democratic Front"

Messaggio Da Ospite il Ven Lug 15, 2011 2:04 pm

Carissimi colleghi non era da perdere questo incontro , bisognava sentire anche i 150 e i soci affinchè qualcuno rappresentassi nde, un incontro che avrebbe potuto arricchire il nostro bagaglio polito-culturale ,peccato speriamo che ci sia una prossima Mad

Ospite
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Re: Lettera al primo congresso "Euroland Democratic Front"

Messaggio Da Ospite il Ven Lug 15, 2011 2:11 pm

sei molto inportane per questa associazione, grazie da parte di tutti i membri dei 150 ,per la lettera inviata all' european front che ci ha evitato una gran brutta figura sei grande Banchiere cheers

Ospite
Ospite


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Re: Lettera al primo congresso "Euroland Democratic Front"

Messaggio Da Ospite il Ven Lug 15, 2011 5:46 pm

gennaro.ambrosio ha scritto:Carissimi colleghi non era da perdere questo incontro , bisognava sentire anche i 150 e i soci affinchè qualcuno rappresentassi nde, un incontro che avrebbe potuto arricchire il nostro bagaglio polito-culturale ,peccato speriamo che ci sia una prossima Mad


frecciatina mode on (a tutti i 150 of course)

La sezione 'Comunicazione interne' per i 150 ed il CD è stata creata apposta ed infatti lì avevo pubblicato l'invito (a cui nessuno a risposto).
E che cavolo! Guardatele tutte le sezioni! Non sono lì per fare bellezza ^_^

frecciatina mode off

Ovviamente essendo che si rappresentava NDE nei confronti di altri partiti/associazioni doveva andare o un membro del CD (nessuno disponibile) o dei 150 (nessuno che si è fatto avanti).

Comunque grazie dei complimenti ^^

Ospite
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Re: Lettera al primo congresso "Euroland Democratic Front"

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