la Lega è anticostituzionale?

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la Lega è anticostituzionale?

Messaggio Da Ospite il Ven Giu 10, 2011 1:28 pm

Ieri sera, mentre vedevo in tv Castelli dire cose per lo più confuse, ho iniziato a riflettere sul fatto che la Lega Padana sia un qualcosa di non propriamente legale, se non anticostituzionale.

Se avessero fondato non so "il partito federalista" allora sarebbe stato un altro discorso, ma un partito che tende per sua natura alla divisione e alla tutela di una sola parte dell'Italia non rispetta determinati principi dell'unità della repubblica. Inoltre non è paritario che se il Nord ha un partito che lo rappresenta, il centro e il Sud non ce l'abbiano. Ma poi perchè deve esistere un partito per le varie zone dell'Italia se il paese è uno?

Se poi il Nord è più ricco è anche grazie alla manovalanza che dal Sud si trasferì a Nord durante il boom economico...e poi vogliamo dirla tutta sul fatto che le cosche hanno le loro sedi anche a Nord e che il Sud gli fa comodo?

Il partito della pianura è una vergogna e bisognerebbe smantellarlo e incriminarlo...anche perchè sta formando una generazioni di giovani del Nord fanatici e arroganti verso i loro connazionali dell'oltre Pò.

Voi che ne pensate? E' anticostituzionale sto benedetto partito che dice di buttare la bandiera nel cesso?

E poi calcolando che Berlusconi è uscito da Milano...mi sa che è il Sud e il centro a dover avere paura della gente del Nord! Ci manca solo lo spostamento di uffici e ministeri da Roma...



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Re: la Lega è anticostituzionale?

Messaggio Da Marcello.DeVita il Ven Giu 10, 2011 2:19 pm

Gli esponenti della Lega li definisco a dir poco ridicoli ma ormai la gente non ci casca più alle ultime amministrative la Lega Nord ha perso percentuali enormi. Parlano tanto di immigrazione e di buttar fuori senza cognizione di causa gli immigrati illegali invece da quando c'è la Lega mai avuti tanti immigrati irregolari in Italia. Parlano di federalismo ma non sanno nemmeno che cos'è.
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Re: la Lega è anticostituzionale?

Messaggio Da Dario De Vita (iRad) il Ven Giu 10, 2011 2:26 pm

Per quanto riguarda invece gli aspetti legali/costituzionali: le associazioni politiche non devono necessariamente essere nazionali per la costituzione. Sono più anticostituzionali i partiti di estrema destre molti dei quali rei di "apologia del fascismo" su cui non vangono però presi provvedimenti per lo sciglimento. L'unica limitazione effettiva che viene imposta ai partiti è quella di non promuovere attività perseguibili dal codice penale. Per approfondire posto questo breviario di Antonio ? della soc. "Dante Alighieri" di Siena: link
I PARTITI POLITICI NELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Con la parola "democrazia" intendiamo quella forma di governo caratterizzata da un’attiva partecipazione del popolo alla vita politica di un Paese. Dal momento che, però, questa partecipazione non può essere continua (non ci può sempre essere una "democrazia diretta"), nei sistemi democratici di oggi è necessaria la mediazione di particolari organismi che rappresentano i cittadini e che possono orientare le loro attività e le loro scelte politiche: tali organismi sono i partiti politici, che costituiscono l’anello di congiunzione tra le istituzioni rappresentative (il Parlamento) e la volontà popolare.

Ma che cosa sono i partiti politici? Essi possono essere definiti come associazioni di persone che hanno le stesse idee e gli stessi interessi e che, attraverso un’organizzazione stabile, hanno l’obiettivo di influenzare l’indirizzo politico del Paese. Le principali funzioni dei partiti politici in Italia, come in tutti gli altri Paesi democratici, sono quattro. Essi hanno il compito di "formare" gli elettori dal punto di vista ideologico e politico; selezionano i candidati da presentare nelle liste elettorali in occasione delle elezioni politiche o amministrative; inquadrano le persone che vengono elette attraverso la disciplina di partito; e garantiscono la comunicazione tra elettori ed eletti nell’intervallo tra un elezione e l’altra.

Come vengono considerati i partiti politici nella Costituzione italiana? Il fenomeno associativo in generale è disciplinato dall’articolo 18, il quale stabilisce che i cittadini possono associarsi liberamente, senza un’autorizzazione, per raggiungere tutti quegli obiettivi che non siano vietati alle singole persone dalla legge penale. L’unica norma costituzionale che riguarda direttamente i partiti politici è invece l’articolo 49, secondo il quale tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere "con metodo democratico" a determinare la politica nazionale. L’espressione "con metodo democratico" è stata interpretata in modi diversi. Molti al giorno d’oggi sono d’accordo nel ritenere che essa implichi il divieto assoluto di usare qualsiasi forma di violenza fisica o morale per imporre determinate idee o scelte politiche, mentre non sembra che questa norma obblighi i partiti ad adottare al loro interno una struttura democratica che garantisca a tutti gli associati una uguale partecipazione all’attività di partito.

La Costituzione stabilisce un unico importante limite alla generale libertà di associazione La XII disposizione finale, infatti, vieta la ricostituzione del partito fascista e, implicitamente, di tutti quei partiti che, ispirandosi all’ideologia fascista, rinneghino il metodo democratico e agiscano contro le libertà fondamentali garantite dal documento fondamentale dello Stato. Quando è stata approvata la legge di attuazione di questa disposizione la difficoltà più grande è stata quella di arrivare ad una definizione della parola "fascismo". Alla fine è stato deciso che, ai fini dell’attuazione pratica della XII disposizione, il fascismo deve essere considerato un fenomeno caratterizzato dai seguenti elementi: il perseguimento di obiettivi antidemocratici; l’esaltazione di personaggi, metodi e fatti propri del disciolto partito fascista; il compimento di manifestazioni esteriori di carattere fascista (come ad esempio il saluto romano).

Oltre divieto di ricostituzione del partito fascista, i partiti politici sono attualmente sottoposti ad alcuni divieti specifici posti dalla Costituzione allo scopo di garantire il corretto svolgimento della loro attività. In particolare, i partiti politici non possono avere la forma di associazioni segrete, né presentare i caratteri di organizzazioni militari (art. 18, co. 2 Cost.). Non possono, inoltre, essere iscritti ad un partito politico particolari categorie di cittadini, come i militari di carriera in servizio permanente effettivo, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, i magistrati e i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero. Il motivo di quest’ultimo divieto consiste nel fatto che queste categorie di funzionari statali devono essere considerati "al servizio esclusivo della Nazione" e si è ritenuto di conseguenza opportuno tenerli lontani da possibili interferenze politiche.

Se vogliamo riassumere quello che la Costituzione dice a proposito dei partiti politici in Italia possiamo dire che essi vengono considerati come operatori politici, in competizione tra di loro, che devono obbligatoriamente svolgere la loro attività con metodo democratico. I partiti sono senza dubbio i principali operatori politici: essi hanno numerose funzioni pubbliche come la presentazione delle liste elettorali in occasione delle elezioni, la designazione, attraverso i "gruppi parlamentari", di titolari di importanti cariche pubbliche, o il ruolo svolto durante le "consultazioni" del Presidente delle Repubblica per la scelta del nuovo Presidente del Consiglio. Tuttavia, queste funzioni pubbliche si sovrappongono ad una natura essenzialmente privatistica. Ai partiti politici non è stata infatti riconosciuta "personalità giuridica", ed essi sono di conseguenza considerati delle "associazioni di fatto" secondo gli articoli 36 e 38 del codice civile.

Una questione particolarmente delicata nel panorama politico italiano, se consideriamo in particolare gli scandali causati dal fenomeno della corruzione che hanno sconvolto la vita politica del nostro Paese nel corso degli anni ‘90, è costituita dalla disciplina del finanziamento pubblico dei partiti politici. Il finanziamento pubblico è stato regolato per la prima volta con una legge adottata nel 1974 (L. 2-5-74 n. 195), successivamente modificata, che prevedeva forme di finanziamento generalizzate, proporzionali e trasparenti da parte dello Stato .

La legge stabiliva due forme di finanziamento: uno annuale, dato ai gruppi parlamentari, per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali; e uno occasionale, come contributo per le spese elettorali, dato dal Presidente della Camera direttamente ai segretari dei partiti in occasione delle consultazioni elettorali (politiche, amministrative ed europee).

La legge del 1974 è stata oggetto nel 1978 di un primo referendum abrogativo (avente cioè lo scopo di cancellare le regole esistenti) che però non ha avuto successo. Un nuovo referendum si è tenuto nel 1993, proprio nel periodo in cui forte era il sentimento di protesta contro i fenomeni di corruzione e di finanziamenti illegali ai partiti. In quest’occasione la maggioranza dei cittadini ha votato per l’abrogazione parziale della vecchia legge. E’ così scomparso il finanziamento annuale, mentre è rimasto quello concesso in occasione delle consultazioni elettorali.


Per completare questo discorso introduttivo sui partiti politici in Italia è necessario ricordare l’esistenza nell’ordinamento italiano dei cosiddetti "gruppi parlamentari". I gruppi parlamentari sono associazioni di deputati e senatori aventi idee politiche simili (e che nella maggior parte dei casi fanno parte dello stesso partito politico).che si mettono insieme per garantire maggiore efficacia allo loro azione politica nell’ambito delle istituzioni parlamentari. E’ necessario che tutti i deputati e i senatori dichiarino, dopo essere stati eletti, di quale gruppo parlamentare vogliono fare parte, dal momento che l’elezione di un parlamentare nella lista di un partito non comporta l’automatica iscrizione al gruppo parlamentare cui fa capo il partito medesimo. I deputati e i senatori che decidono di non appartenere a nessun gruppo parlamentare vengono iscritti ne cosiddetto "gruppo misto". I gruppi parlamentari, dunque, sono considerati i rappresentanti dei partiti politici all’interno del Parlamento e trasferiscono in esso i relativi orientamenti politici.
Gli attivisti della lega hanno si vilipeso la bandiera nazionale ed il paese, ma sono singolarmente perseguibili, non come associazione partitica che nei suoi documenti non fa riferimento ad atti illegali: link: codice penale
Art. 292.
Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato.

Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.
Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.
Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali.

[Art. 292-bis.
Circostanza aggravante. (1)

La pena prevista nei casi indicati dall'articolo 278, dall'art. 290, comma secondo, e dall'art. 292, è aumentata, se il fatto è commesso dal militare in congedo.
Si considera militare in congedo chi, non essendo in servizio alle armi, non ha cessato di appartenere alle forze armate dello Stato, ai sensi degli articoli 8 e 9 del codice penale militare di pace.]

(1) Articolo abrogato dall'art. 12 della L. 24 febbraio 2006, n. 85.

[Art. 293.
Circostanza aggravante. (1)

Nei casi indicati dai due articoli precedenti, la pena è aumentata se il fatto è commesso dal cittadino in territorio estero.]

(1) Articolo abrogato dall'art. 12 della L. 24 febbraio 2006, n. 85.

In sintesi... che farci con la lega nord? Vanno smontate le ideologie separatiste e razziste operando una trasformazione culturale, se pure potessimo ricorrere alla legge sarebbe visto come un atto di forza e non risolveremmo il prolema alla base. La mente ottenebrata delle persone
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Re: la Lega è anticostituzionale?

Messaggio Da Ospite il Sab Giu 11, 2011 9:19 am

Beh, anche se non imponente come la Lega Nord, anche al sud vi sono partiti come: Lega sud, Noi sud, ecc.
Sono concorde con Dario, anticostituzionali lo sono più dei partiti di estrema destra che provano nostalgia per il fascismo.
Con tutto il rispetto parlando, questi militanti di partiti separatisti li definirei più dei comici piuttosto che politici per le varia cavolate che riescono a dire in ogni comizio.
D'altronde l'Italia è una giovane nazione, basti pensare che 150 anni fa al sud vi era il Regno delle Due Sicilie e al nord Regno di Sardegna, lombardo veneto dominato dagli austriaci,ecc.
Beh sono stati proprio loro a voler l'Italia unita (con la scusa della fratellanza) quando il sud era unito fin dal 1100. Purtroppo il sud fu usato più come colonia per arginare le casse del Regno di Sardegna che stavano per andare in bancarotta. Alcune industrie furono trasferite, e quindi si capovolse tutto, ora il sud aggravato dalla camorra, mafia e ndrangheta trova difficoltà ad emergere.
Purtroppo è la triste realtà, imprenditori e semplici commercianti che hanno il coraggio di denunciare girano scortati, ed altri preferiscono pagare il pizzo per vivere una vita tranquilla. Addirittura nella mia città, un impresario di pompe funebri è scortato perchè ha deciso di denunciare i soprursi della camorra. Ormai abbiamo alle spalle 150 anni di esperienza, il concetto di fratellanza fortunatamente si sta rafforzando, sta a noi equilibrare il territorio e ripulirlo, purtroppo i politici al governo preferiscono scaldarsi la poltrona invece di pensare a come arginare questi problemi...

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povera lega

Messaggio Da Ospite il Gio Giu 23, 2011 10:03 pm

credo proprio che tu abbia ragione eliminarla e denunciarla è il minimo ,aggiungo, ha solo il merito di aver ottimi elementi( senatori) che sono di spicco in politica ,che reputo all'altezza del ruolo ma questo non è un problema Annullando il simbolo è il partito si tenterà di recuperare il danno che ha creato alla gente per Elesioni morali e psicologici, al sud per stolking e aggiotaggio,in più per aggiungo appropriazione in debito di fondi pubblici,Atti oscenici in luogo pubblico.........Condannato Sarebbe da portare in commissione europea
Ma noi quello che pensiamo in futuro lo si può vivere e dire..WWWWWW Lega......


[/quote] Sad

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Re: la Lega è anticostituzionale?

Messaggio Da Ospite il Ven Giu 24, 2011 10:56 am

Il punto è che secondo me è contraddittorio che ci sia un partito al governo che voglia dividere il Paese...questi politici sono pagati con le tasse di tutti i cittadini italiani e trovo molto offensivo che aprano scuole con simboli del carroccio e che dicano di buttare la bandiera nel cesso etc. Della Lega però condivido le "politiche concrete" nel senso che loro stanno molto sul territorio e che si rendono conto di molti disagi che hanno i cittadini, sopratutto per ciò che riguarda l'immigrazione. La mia posizione infatti è molto severa a questo riguardo. Se gli islamici vogliono la Moschea devono farci aprire anche a noi la Chiesa da loro, se gli immigrati vogliono stare qui, devono avere un lavoro e fare un percorso di integrazione serio.

Per quel che riguarda il Sud penso che le mafie e le camorre sono cmq una espressione del non voler accopparsi allo stato italiano...diciamo che anche lì si tende alla divisione. Nonostante siano passati 150 anni ancora c'è molto lavoro da fare per l'unione del Paese.

E' una situazione molto grave e mancano riflessioni intelligenti in merito e soprattutto condotte in modo pubblico da sociologi e intellettuali. La televisione di oggi è troppo commerciale e ideologizzata non fa servizi decenti che aiutano lo sviluppo del Paese a comprendersi e valorizzarsi nelle sue diversità.


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