Economia: Primo sunto per punti

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Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Gio Apr 28, 2011 4:47 pm

Scopo principale riprendere la discussione.

In questo topic concentrerò le principali proposte pratiche (salterò a piè pari quelle che dicono semplicemente: bisogna incentivare l'economia... quello è un dato assodato, qui mi voglio concentrare al più sul come) che sono state fatte fin'ora riguardo al campo economico (Comprende le sezioni 'economia', 'lavoro ed impresa' 'tasse ed imposte').

Tasse/risparmi amministrativi
http://forum.nuovademocraziaeuropea.it/t147-come-ridurre-il-debito-pubblico
-Programmazione strategica economica e di spesa pluriennale sia a livello generale che di singolo ministero (libri bianchi)

-riducendo i privilegi della classe politica (es: auto blu più di 4 miliardi di euro) si potrebbero ricavare realisticamente tra i 2 ed i 4 miliardi annualmente, all'inizio anche di più (si pensi proprio alle auto blu che potrebbero essere anche rivendute o cedute per esempio a quegli enti che ne avrebbero effettivamente bisogno, tipo la Polizia per sostituire il parco di auto più vecchie e che costano un occhio della testa in carburante e manutenzione quindi evitando l'acquisto di nuove autovetture), non saranno cifre eccezzionali, ma contando che sarebbero risparmi (e quindi minori uscite) comunque prolungati nel tempo la cosa si fa interessante e comunque parliamo già di una piccola manovra finanziaria. Aggiungendo tagli delle province ed altre riduzione di privilegi (non necessariamente della politica in senso stretto, ma più generalmente della macchina dello stato) si potrebbero raggiungere risparmi anche di 6/8 miliardi.

-tassa sulle transazioni finanziarie, i soldi ricavati da questa varierebbero a seconda della tassazione prevista, ma comunque sarebbero cifre consistenti sui miliardi di euro, senza contare che ciò contribuirebbe anche a stabilizzare il mercato finanziario riducendo il pericolo di bolle speculative (come quella che ha 'acceso' questa crisi) ed il numero delle transazioni in genere, per legge i soldi ricavati da questa andrebbebbero per il ripianamento del debito.

-patrimoniale: una imposta patrimoniale, pur sempre minima, variabile progressivamente per i grandi patrimoni sarebbe ottimale e non graverebbe eccessivamente su tali redditi, servirebbe a sostituire anche le mancate entrate derivanti dall'abolizione dell'ICI. Se ne potrebbe anche immaginare un funzionamento a base regionale, purchè i proventi derivati vengano usati sempre per il contenimento e riduzione del debito degli enti locali (in molte regioni è particolarmente grave l'indebitamento nella sanità ad esempio, indebitamento che non permette di attuare nessun piano di sviluppo) ed eventuali rimanenze (che dubito ce ne sarebbero) girate per ridurre quello nazionale.

variante (pur molto differente)
- Imposta sulla sostanza che colpisce il patrimonio di un soggetto economico è calcolata sulla sostanza netta (sostanza lorda meno i debiti) composta dai beni immobili, dai beni mobili come titoli e depositi bancari, dal valore di rimborso di assicurazioni vita, ecc.
L'imposta sulla sostanza dovrebbe colpire i soggetti dal livello sociale agiato definendo un valore minimo (per esempio: sostanza minima euro 400'000). Tutti i soggetti con sostanza sotto questa cifra non pagherebbero questa imposta. (http://forum.nuovademocraziaeuropea.it/t474-nuova-imposta)

-accorpamento ministeri a pochi realmente utili, attualmente vengono creati ministeri per qualsiasi cosa (ci manca solo le varie ed eventuali), per quanto possano rappresentare spese ridotte rappresentano sempre spese, sarebbe una goccia in un deserto quanto risparmiato (a occhio direi qualche centinaio di milioni di euro), ma sarebbe già qualcosa.

-abolizione del 5x1000 (e 8X1000): basta finanziamenti a pioggia, se una persona vuol donare dei soldi ad una associazione lo deve fare in maniera slegata dalle tasse e di propria assoluta volontà (cosa che oggigiorno non avviene sempre tra l'altro)
Se lo stato, per l'adempimento dei suoi compiti, ha bisogno del supporto di qualche ONG questa deve essere finanziata esclusivamente a progetto.
Anche qui forse parliamo di piccole cifre in fin dei conti, ma se a goccia si aggiunge goccia...
In alternativa si proponeva di mantenere il 5X1000 e abolire l'8x1000

-accise sulla benzina: se da un lato proponevo che una certa percentuale (tra il 5 ed il 20%) in maniera stabile fosse indirizzata allo sviluppo e alle ricerche nel campo delle energie rinnovabili, il rimanente potrebbe essere indirizzato completamente e per legge al fondo d'ammortamento per il debito pubblico (attualmente dalle accise lo stato ci guadagna circa 30 miliardia di euro tanto per dare un'idea).

-semplificazione del modello tributario: moduli per pagare le tasse più semplici, imposte uniche che accorpino decine di tasse diverse, abolizione delle doppie imposte (regionali/nazionali ad esempio) sulla stessa materia, riduzione dell'uso dei bolli (sui libri contabili ad esempio come sul passaporto o addirittura sul feretro), abolizione delle tasse assurde (e qui ne trovate accennate quante volete http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2011bestiariofisco.pdf ) o a cui non è corrisposto il servizio per cui sono state create, ecc... questo è un metodo come un altro per disincentivare l'evasione fiscale tramite un fisco ed una imposizione fiscale più 'semplice' e corretto.

-tassa sulle imprese dei paesi membri UE che dislochino le loro sedi produttive in paesi extra-europei, tassa che finanzierebbe direttamente l'UE.

Rilancio dell'economia

http://forum.nuovademocraziaeuropea.it/t183-infrastrutture
-Sviluppo strategico dei principali porti commerciali italiani (attualmente sotto utilizzati o mal equipaggiati) e integrarli in un sistema continentale con quelli del Mar del Nord (costi stimati molto molto approssivamente 40 miliardi spalmati su 10/20 anni per avere una reale razionalizzazione e miglioramente del sistema portuale ed intermodale)

http://forum.nuovademocraziaeuropea.it/t253-uso-industriale-della-canapa
-Uso della canapa per scopi industriali (in realtà da spostare in 'Lavoro ed impresa')

Riduzione del carico fiscale (per aumentare i consumi interni)

http://forum.nuovademocraziaeuropea.it/t242-bollo-auto
-abolizione bollo auto (pagamento tasse solamente all'acquisto)

Pensioni
http://www.forum.nuovademocraziaeuropea.it/t318-pensioni-analisi-e-proposte

-Tetto massimo di 3000 euro netti al mese alle pensioni percepibili, tetto che vale quindi anche cumulando le pensioni.

-Innalzare la pensione di vecchiaia a 75 anni o 40 anni di contributi (attualmente i parametri sono 65 anni o 20 anni), abolendo però qualsiasi limite di età minimo e massimo richiesto per la pensione di anzianità (quest'ultima ricordo che fa riferimento al numero di anni lavorati, ma attualmente richiede comunque un'età 'minima' per accedervi) e al contempo premiando chi va in pensione più tardi e al contempo disincentivando fortemente chi va in pensione presto fissando come parametro '0' i 35 anni di contributi.

-Favorire soluzioni di pensioni integrative private.

Riduzione dell'evasione
http://forum.nuovademocraziaeuropea.it/t95-tasse-e-evasione-fiscale

-Scontrini con gratta vinciù

-Aumentare la possibilità di detrazioni

Lavoro ed Impresa


-Favorire tramite strumenti web l'incontro tra l'offerta di lavoro e domanda. Spesso non si trova il lavoro anche solo perchè è difficile cogliere le occasioni di lavoro (in particolare quando si parla di piccole attività che non si affidano a grandi mezzi per cercare personale). L'ideale sarebbe un portale internet gestito o supervisionato dallo Stato nel quale l'offerta e la domanda potrebbero immediatamente incontrarsi. Portale ove le aziende inserirebbero le loro proposte di lavoro con la massima chiarezza (tipo di contratto, mensilità, luogo, mansione/i previste ecc.) in modo che il futuro lavoratore abbia sempre un idea chiara e posso far riferimento a tale pubblicazione nel caso non venisse rispettato la proposta pubblicata dall'azienda con conseguenti effetti legali.
Garantendo quindi al contempo la dignità del lavoratore e le necessità delle imprese di cercare addetti.

-Riduzione del numero di contratto di lavoro a non più di 2: a tempo indeterminato e tempo determinato, ognuno con regole e paremetri ben precisi.

-Riduzione delle tasse per le aziende aperte da giovani nel periodo di inizio attività, indicativamente circa 3 anni (ovviamente con paletti ben chiari per evitarne abusi).

-Creazione di un unico organo attraverso il quale le imprese si possano interfacciare per l'espletamento delle attività burocratiche.

-Salario orario minimo (come negli US, in Francia o in GB) in media di 8,8 euro in maniera da garantire ad un dipendente per 35 ore alla settimana uno stipendio di circa 1050 euro netti mensili, salario orario minimo che potrà variare a seconda del titolo di studio del lavoratore. Da prevedere incentivi (sotto forma di detassazioni in particolare) per le aziende che applichino salari orari superiori a quelli minimi previsti per legge.

-Impediamento per un amministratore delegato di essere a capo o consulente per più aziende nella stessa filiera.

-Abolizione degli ordini e degli albi per favorire la libera concorrenza.

-Ridurre la tassazione sugli stipendi medio-bassi ed il costo del lavoro in generale.

Se ho dimenticato qualcosa segnalate che aggiungo



Ultima modifica di Umberto Banchieri il Mer Set 28, 2011 3:13 pm, modificato 6 volte

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proposta

Messaggio Da Cristoforo Simonetta il Dom Mag 08, 2011 7:57 pm

Perfetto! Very Happy aggiungerei se siete d'accordo una tassa alle imprese che sono dislocate in paesi extra-europei che ricada sulle casse dell'unione, inoltre porre il congelamento dei beni immobili, ovvero uno può usufruirne ma non può trasferirlo all'estero di beni come case, fabbriche, magazzini, ecc(intendendo sempre al di fuori dell'unione)

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Dom Mag 08, 2011 8:04 pm

Queste sono tutte proposte su cui poi bisognerà ancora discuterne in maniera approfondita, per accettarne e valutarne una per una anche per meglio definirle.

aggiungerei se siete d'accordo una tassa alle imprese che sono dislocate in paesi extra-europei che ricada sulle casse dell'unione

La aggiungo tra le proposte fatte, in pratica si tratterebbe di una tassa contro la delocalizzazione se ho capito bene.
Per ora l'ho scritta così:
-tassa sulle imprese dei paesi membri UE che dislochino le loro sedi produttive in paesi extra-europei, tassa che finanzierebbe direttamente l'UE.

inoltre porre il congelamento dei beni immobili, ovvero uno può usufruirne ma non può trasferirlo all'estero di beni come case, fabbriche, magazzini, ecc(intendendo sempre al di fuori dell'unione)

Questa invece credo di averla capita male, cosa intendi con congelamento dei beni immobili? In quanto immobili non possono essere trasferiti nello spazio per loro natura ^^

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Cristoforo Simonetta il Dom Mag 08, 2011 11:00 pm

La aggiungo tra le proposte fatte, in pratica si tratterebbe di una tassa contro la delocalizzazione se ho capito bene.
Per ora l'ho scritta così:
-tassa sulle imprese dei paesi membri UE che dislochino le loro sedi produttive in paesi extra-europei, tassa che finanzierebbe direttamente l'UE.
la mia era una proposta più radicale Very Happy cioè tassare le imprese europee che hanno già dislocato le loro imprese interamente o parzialmente fuori dall'Europa, ed impedire a coloro che hanno intenzione di trasferire le loro imprese all'estero (era questo che intendevo per congelamento dei beni che ammetto di averlo espresso in modo molto goffo Wink ). comunque anche come l'hai formulata va bene nonostante sia meno estremista XD

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Lun Mag 09, 2011 10:50 am

Più che altro in genere vale il principio di non retroattività, in particolare quando si pone un aggravio o una aggiunta 'negativa' per chi la subisce.

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tasse sulle transazioni finanziarie

Messaggio Da Ospite il Gio Mag 12, 2011 12:17 pm

Occorrerebbe tassare quella parte di transazioni finanziarie che si rivolgono alla finanza ultraspeculativa da "derivati" come i currency swap e le pure scommesse sui cambi sul MIB e sul Fib al fine di veicolare le risorse del mercato al finanziamento delle aziende anzichè a pure scommesse. Attualmente somme enormi vengono bruciate ogni giorno su puntate da derivati: sono puntate ultraspeculative che tagliano fuori gli ordinari rendimenti degli investimenti più sicuri di economia reale rappresentati da azioni ed obbligazioni emesse dalle imprese. Investimenti invece auspicabili per migliorare la struttura di rischio economico del Paese. IL PROBLEMA E' CHE UNA NAZIONE CHE DA SOLA TASSA LE TRANSAZIONI FINANZIARIE SENZA UN ACCORDO GLOBALE CHE LO FACCIA VIENE IMMEDIATAMENTE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI DEI GRANDI TRUST ED INVESTITORI PERDENDO UNA FONTE DI FINANZIAMENTO ESSENZIALE PER CONTENERE GLI INTERESSI DEL DEBITO PUBBLICO. DUBITO CHE CIO'POSSA ESSERE PRATICAMENTE FATTO

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Gio Mag 12, 2011 3:54 pm

Può essere fatto tranquillamente a livello europeo, opzione che da quel che si dice si sta cercando di portare avanti questa con USA e Giappone principalmente per darle maggiore efficacia prima di procedere eventualmente in solitaria (cosa che sembra stia venendo presa comunque in considerazione in quanto comunque avrebbe un effetto tranquillante sui mercati che seppur solo locale darebbe una sicurezza in più).

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Lun Ago 08, 2011 3:35 pm

up

Questo serve a mettere in risalto questo aspetto programmatico.

Se avete qualcosa da dire in questo campo è bene che lo diciate senza timore alcuno, sarebbe bene a settembre arrivare con una prima presentazione delle proposte di NDE in campo economico.

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Dom Ago 14, 2011 6:58 pm

Segnalo che sull'argomento 8X1000 (ma inevitabilmente si finirà per parlare di 5X1000) è stato aperto anche questo topic:

http://www.forum.nuovademocraziaeuropea.it/t990-proposta-di-legge-popolare-otto-per-mille-alla-ricerca

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Lun Set 19, 2011 7:44 pm

segnalo che ho ampiato il sunto con le ultime proposte e con quelle della sezione lavoro ed impresa.

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Caesar94 il Mer Set 21, 2011 3:22 pm

Eccellenti e da diffondere le idee raccolte fin'ora !
eccone alcune mie iproposte :
*io cercherei di cambiare l'ottica tipicamente Italiana in ambito lavorativo di "opposizione tra lavoratori e imprenditore" . Queste non sono due fazioni nemiche , ma figure che fanno parte di uno stesso gruppo, se l'azienda o questo gruppo cresce, tutti devono stare meglio , in tempi di crisi invece è necessario che ogni partecipante "tiri la cinghia" , senza arroccarsi a difendere i suoi interessi !
*Per far questo sarebbe utile incentivare attraverso sgravi fiscali i contratti i cui stipendi prescindono dagli utili aziendali . in questo modo il "dipendente" si sentirebbe parte di un progetto , aumentando enormemente la produttività ,inoltre diminuirebbero le tensioni sociali. Senza contare il fatto che i lavoratori coadiuverebbero anche il lavoro della guardia di finanza , controllando che i contabili dichiarino per bene le entrate.
*Altra cosa che valuterei di fare é differenziare la tassazione non solo in base al reddito ma anche al tipo di lavoro , in modo tale che vengano favorite le imprese rispetto ai liberi professionisti quali i notai
*far comprare il debito pubblico a dipendenti statali,manager della pubblica amministrazione,politici,medici,calciatori persone ad altissimo reddito (sottoforma di contributo di solidarietà), a costoro andrebbero restituiti i soldi sì , ma a lunghissima scadenza
*commutare le multe per reati quali evasione fiscale,maltrattamento animali,associazione mafiosa,vandalismo,danno ecologico,corruzione e appropiazione indebita di fondi pubblici ... in acquisti obbligati di numerosissimi Bot nazionali già emessi;in questo modo si avrebbero meno creditori da pagare, poichè i "multati" potrebbero dedurre dalle tasse degli anni seguenti solo una parte delle spese sostenute
*Abolizione bollo auto *introduzione tassa sui beni di lusso,specialmente se importati
*reintroduzione di alcune gabelle doganali per dare respiro alle aziende che lasciano in italia i loro impianti produttivi , e adozione del ddl "anti-scalata" proposto da tremonti
*abolizione valore legale titoli di studio,cosìcchè si stimolino gli individui a studiare per se stessi e per ciò che davvero possa servire ai loro scopi , senza andare a caccia del fantomatico pezzo di carta
*riforma del processo di fallimento : coinvolgimento dei coniugi dell'imprenditore fallito ma sveltimento pratiche burocratiche, non possono andare avanti per 30 anni i processi per fallimento !!! divieto assoluto di pignorare tutte le proprietà del commerciante fallito e *priorità per ottenere risarcimento data ai privati cittadini a cui doveva denaro o un bene [ci sono famiglie che hanno pagato una casa mentre era in costruzione,e una volta ultimate l'impresa edile é fallita e tutti gli stabili sono passati alle banche]: le banche come le compagnie assicurative devono prendersi il loro rischio d'impresa... se non vogliono farlo venissero nazionalizzate , cosa che farei con molti settori di interesse strategico nazionale

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Mer Set 21, 2011 4:00 pm

Caesar94 ha scritto:
*reintroduzione di alcune gabelle doganali per dare respiro alle aziende che lasciano in italia i loro impianti produttivi , e adozione del ddl "anti-scalata" proposto da tremonti

Questo non è consentito dalla legislazione vigente, essendo in un mercato unico europeo l'unica autorità che può decidere il valore dei dazi alle frontiere esterne del mercato comune è l'UE. NOn si possono mettere barriere interne, tant'è che il DDL anti scalata di Tremonti avrebbe costituito una infrazione grave del trattato europeo se attuato come previsto (a parole) per aziende non dei settori strategici (es: difesa).

Per di più personalmente sono dell'idea che norme protezionistiche non servono a nulla o una azienda privata ce la fa con i propri piedi o è inutile che la collettività paghi i costi maggiori per mantenerla in piedi (per di più continuando a produrre prodotti non in grado di reggere la concorrenza e accumulando gap e ritardi tecnologici/produttivi come dimostrato in vari casi simili... anche in Italia recentemetne con Fincantieri che è rimasta in piedi a lungo esclusivamente con contratti statali e ora paga lo scotto di impianti obsoleti e fatiscienti e sovradimensionati alle necessità).


*commutare le multe per reati quali evasione fiscale,maltrattamento animali,associazione mafiosa,vandalismo,danno ecologico,corruzione e appropiazione indebita di fondi pubblici ... in acquisti obbligati di numerosissimi Bot nazionali già emessi;in questo modo si avrebbero meno creditori da pagare, poichè i "multati" potrebbero dedurre dalle tasse degli anni seguenti solo una parte delle spese sostenute

Non è più pratico incamerare la multa facendo sì che entri a bilancio come voce attiva come già avviene? Comunque i bot dovrebbero essere ripagati secondo i valori di mercato (quindi con interesse), non potrebbero essere fatti acquistare a perdere.

Per quel che riguarda il pignoramento questo avviene quando ci sono creditori non pagati in genere, un'azienda che va in malora ma chiude senza lasciare debiti infatti non da adito ad alcun reato.

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Ven Ott 07, 2011 9:47 am

Ecco una bozza più elaborata:

Tasse/risparmi amministrativi

-Migliorare la programmazione strategica economica e di spesa pluriennale sia a livello generale che di singolo ministero, in particolare aumentare l'uso dei così detti 'libri bianchi' in cui vengono messe per iscritto le strategie generali da seguire nell'ottica di lungo periodo.

-Ridurre i privilegi della classe politica (es: auto blu più di 4 miliardi di euro all'anno), da tali tagli si potrebbero ricavare realisticamente tra i 2 ed i 4 miliardi annualmente, all'inizio anche di più (si pensi proprio alle auto blu che potrebbero essere anche rivendute o cedute per esempio a quegli enti che ne avrebbero effettivamente bisogno, tipo la Polizia per sostituire il parco di auto più vecchie e che costano molto in termini di carburante e manutenzione quindi evitando l'acquisto di nuove autovetture).
Le cifre sarebbero contenute, ma sarebbero comunque risparmi (e quindi minori uscite) comunque prolungati nel tempo. Aggiungendo tagli delle province ed altre riduzione di privilegi (non necessariamente della politica in senso stretto, ma più generalmente della macchina dello stato) si potrebbero raggiungere risparmi anche di 6/8 miliardi. Più che per il valore economico di queste manovre, quel che è importante è però il valore etico: non si possono chiedere sacrifici alla nazione se non si comincia a sacrificare qualcosa della 'testa'.

-Favorire l'introduzione della tassa europea sulle transazioni finanziarie per contribuire a stabilizzare il mercato finanziario riducendo il pericolo di bolle speculative (come quella che ha 'acceso' questa crisi) ed il numero delle transazioni in genere (in particolare quelle di tipo automatico).

- Introdurre una imposta sulla sostanza che colpisca il patrimonio di un soggetto economico, tale tassa dovrà essere calcolata sulla sostanza netta (sostanza lorda meno i debiti) composta dai beni immobili, dai beni mobili (come titoli e depositi bancari), dal valore di rimborso di assicurazioni vita, ecc.
L'imposta sulla sostanza dovrebbe colpire i soggetti dal livello sociale agiato definendo un valore minimo di circa mezzo milione di euro. Tutti i soggetti con sostanza sotto questa cifra non pagherebbero questa imposta.

-Accorpamento ministeri a pochi realmente utili, attualmente vengono creati ministeri per qualsiasi cosa (ci manca solo le varie ed eventuali), per quanto possano rappresentare spese ridotte rappresentano sempre spese, sarebbe una goccia in un deserto quanto risparmiato, ma sarebbe già qualcosa, comporterebbe un accentramento di responsabilità (quindi minori enti, minori sovrapposizioni = minore burocrazia), e sarebbe come per i tagli ai costi della politica una importante manovra etica.

-Abolizione del sistema dell'8X1000 e del 5x1000: basta finanziamenti a pioggia tramite le tasse, se una persona vuol donare dei soldi ad una associazione lo deve fare in maniera slegata dalle tasse e di propria assoluta volontà (cosa che oggigiorno non avviene sempre tra l'altro come nel caso dell'8x1000).
Se lo stato, per l'adempimento dei suoi compiti, ha bisogno del supporto di qualche ONG questa deve essere finanziata esclusivamente a progetto.

-Accise sulla benzina: se da un lato si propone che una certa percentuale (tra il 5 ed il 20%) sia destinata in maniera stabile allo sviluppo e alle ricerche nel campo delle energie rinnovabili, il rimanente dovrà essere indirizzato completamente e per legge al fondo d'ammortamento per il debito pubblico (attualmente dalle accise lo stato ci guadagna circa 30 miliardia di euro tanto per dare un'idea).

-Semplificazione del modello tributario: moduli per pagare le tasse più semplici, imposte uniche che accorpino decine di tasse diverse, abolizione delle doppie imposte (regionali/nazionali ad esempio) sulla stessa materia, riduzione dell'uso dei bolli (sui libri contabili ad esempio come sul Passaporto o addirittura sul feretro), abolizione delle tasse arcaiche e obsolete (qui un esauriente elenco: http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2011bestiariofisco.pdf ) o a cui non è corrisposto il servizio per cui sono state create, ecc... questo è un metodo come un altro per disincentivare l'evasione fiscale tramite un fisco ed una imposizione fiscale più 'semplice' e corretta.

-Premere per l'introduzione a livello UE di una tassa sulle imprese dei paesi membri UE che chiudano le loro sedi produttive in territorio UE aprendone altre in paesi extra-europei, tassa che dovrà finanziare direttamente le attività dell'UE nel campo dello sviluppo delle aree sottosviluppate e della coesione economica.

Rilancio dell'economia

-Sviluppo strategico dei principali porti commerciali italiani (attualmente sotto utilizzati o mal equipaggiati) e integrarli in un sistema continentale con quelli del Mar del Nord (costi stimati molto molto approssivamente 40 miliardi spalmati su 10/20 anni per avere una reale razionalizzazione e miglioramento del sistema portuale ed intermodale), ciò, in particolare in un'ottica di commercio con l'Asia e Oceania si rivela molto importante diminuendo i tempi di navigazione per le merci, nonchè così facendo riducendo il traffico mercantile in buona parte del Mediterraneo.

-Uso della canapa per scopi industriali.

Riduzione del carico fiscale (per aumentare i consumi interni)

-Abolizione bollo auto (pagamento tasse solamente all'acquisto).

-Abolizione di tutte le tasse che gravino sopra altre tasse (es: l'IVA sulle accise).

-Abolizione di tutti i costi per partecipare a concorsi pubblici.

Pensioni

-Tetto massimo di 3000 euro netti al mese alle pensioni percepibili, tetto che vale quindi anche cumulando le pensioni.

-Innalzare la pensione di vecchiaia a 75 anni o 40 anni di contributi (attualmente i parametri sono 65 anni o 20 anni), abolendo però qualsiasi limite di età minimo e massimo richiesto per la pensione di anzianità (quest'ultima ricordo che fa riferimento al numero di anni lavorati, ma attualmente richiede comunque un'età 'minima' per accedervi) e al contempo premiando chi va in pensione più tardi e disincentivando fortemente chi va in pensione presto fissando come parametro per incentivi/disincentivi '0' i 35 anni di contributi.

-Favorire soluzioni di pensioni integrative private.

Riduzione dell'evasione

-Scontrini con gratta vinci

-Aumentare la possibilità di detrazioni

Lavoro ed Impresa

-Favorire tramite strumenti web l'incontro tra l'offerta di lavoro e domanda. Spesso non si trova il lavoro anche solo perchè è difficile cogliere le occasioni di lavoro (in particolare quando si parla di piccole attività che non si affidano a grandi mezzi per cercare personale). L'ideale sarebbe un portale internet gestito o supervisionato dallo Stato nel quale l'offerta e la domanda potrebbero immediatamente incontrarsi. Portale ove le aziende inserirebbero le loro proposte di lavoro con la massima chiarezza (tipo di contratto, mensilità, luogo, mansione/i previste ecc.) in modo che il futuro lavoratore abbia sempre un idea chiara e posso far riferimento a tale pubblicazione nel caso non venisse rispettato la proposta pubblicata dall'azienda con conseguenti effetti legali.
Garantendo quindi al contempo la dignità del lavoratore e le necessità delle imprese di cercare addetti.

-Riduzione del numero di contratto di lavoro a non più di 2: a tempo indeterminato e tempo determinato, ognuno con regole e paremetri ben precisi.

-Riduzione delle tasse per le aziende aperte da giovani nel periodo di inizio attività, indicativamente circa 3 anni (ovviamente con paletti ben chiari per evitarne abusi).

-Creazione di un unico organo attraverso il quale le imprese si possano interfacciare per l'espletamento delle attività burocratiche.

-Salario orario minimo (come negli US, in Francia o in GB) in maniera da garantire ad un dipendente per 40 ore alla settimana uno stipendio di circa 1000 euro netti mensili, salario orario minimo che potrà variare a seconda del titolo di studio del lavoratore. Da prevedere incentivi (sotto forma di detassazioni in particolare) per le aziende che applichino salari orari superiori a quelli minimi previsti per legge.

-Impedimento per un amministratore delegato di essere a capo o consulente per più aziende nella stessa filiera.

-Abolizione degli ordini e degli albi per favorire la libera concorrenza.

-Ridurre la tassazione sugli stipendi medio-bassi ed il costo del lavoro in generale.

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Messaggio Da archimede/fabio pareto il Ven Ott 07, 2011 11:18 am

ottimo lavoro umberto ,condivido

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Marcello.DeVita il Ven Ott 07, 2011 1:01 pm

Ottimo lavoro io direi di inserire all'inizio un introduzione e presentare le proposte al contrario di come hai fatto in questo post dall'ultima alla prima. Bisogna aggiungere anche "NDE vuole garantire su tutto il territorio condizioni di lavoro soddisfacenti e tutelare i diritti dei lavoratori, valorizzare e cambiare la figura dei sindacati, NDE sa che buone relazioni sindacali favoriscono la tutela dei lavoratori e allo stesso tempo contribuiscono alla competitività.
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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Ven Ott 07, 2011 8:44 pm

economia
Per quanto riguarda la casta, non dimentichiamoci di ridurre gli stipendi e eliminare del tutto alcuni privilegi.....
Le Auto Sono importanti sia per ll'occupazione che per la funzione:quindi metterei ogni due mezzi una targa . Quindi io pagherei il bollo e l'assicurazione sulla targa che è per due mezzi.
o due macchine o una moto e una macchina. Questo comporta (Aumento di produzione e posti di lavoro).
Liberalizzazioni delle assicurazioni e quote fisse a livello nazionale e non regionali .Devono essere tutte uguali non è giusto che a roma pago 300 per una panda mentre a torino ne occorrono 350.
Per migliorare il tenore di vita e salvaguardare il nucleo familiare gli affitti non debbano superare i 500 euri mensili e debbono poter essere detratti.
La stessa cosa anche per il mutuo non deve superare i 500 euri mensili e lo stato deve intervenire con lll'aiuto immediato di un prestito con interessi vantagiosi TIPO il 2per cento.
Maggior controllo dei prezzi da monte a valle fino alla vendita (con apposito ente di controllo) di ogni bene commerciabile.
Aumentare gli stipendi seguendo le linee europee che garantiscono un tenore di vita adeguato.
Incentivi a fondo perduto del 50% per giovani imprenditori.In Questo caso ci vorrebbe un ente di controllo che indaghi sul mercato e sulla fattività dell'impresa che si intende aprire. In modo che i soldi investiti vadano in una giusta direzione.
E detassazione per i primi tre anni.
Incentivi a fondo perduto per attività inesistenti nel mercato nazionale e o internazionale.Cioè finanziare per intero progetti di innovazione e di nuova brevettatura.
Riaprire le case chiuse, se non ci piace chiamarle in questo modo chiamamole sauna e massaggi........


EVASIONE
L'evasione si combatte facendo detrarre tutto cio che è possibile e che una famiglia spende in un anno..
In questo modo si elimina anche il lavoro nero....
e nessuno puo evadere le tasse.
Spero Umberto che qualcosa ti possa essere di aiuto non sono molto esperto Embarassed

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La rivoluzione parte dal FISCO

Messaggio Da cirobello il Dom Ott 09, 2011 10:17 pm

RIVOLUZIONE TRIBUTARIA

Un vecchio adagio recita: se vuoi una reazione dagli italiani, mettigli le mani in tasca.
E gli italiani le mani altrui in tasca se le sono viste mettere un’infinità di volte con manovre e manovrine che sono andate ad aggrovigliare un sistema tributario, quello che dovrebbe garantire le risorse erariali per il funzionamento dello Stato e dei servizi resi ai cittadini, già di per sé complesso.
Raramente, però, l’elettore ha reagito a norme particolarmente odiose perché assuefatto e disorientato dall’infinità di leggi e leggine che si sono succedute nel tempo per garantire il prelievo forzoso dalle sue tasche.

Ma non è l’odiosità del prelievo che deve far scattare la molla del rinnovamento. La rivoluzione tributaria italiana deve trovare le sue ragioni nella considerazione che il sistema tributario del nostro paese è un sistema iniquo.

Redditi fittizi
Una delle prime considerazioni che fa il tecnico aziendalista e fiscalista è che lo Stato italiano poggia le sue pretese erariali su redditi puramente teorici.
Imprese e professionisti urlano la necessità di passare a un sistema che preveda la non imposizione su redditi non conseguiti: tipo le fatture emesse ma non incassate, sia dal versante delle imposte dirette eliminando l’imposizione IRPEF/IRES/IRAP/addizionali di tali somme sia dal versante delle imposte indirette (segnatamente l’IVA) prevedendo per legge l’insussistenza del debito IVA per le fatture non incassate. La non imponibilità ai fini IVA è già operativa ma subisce gravi distorsioni per la presenza di limiti temporali. Occorre correggere la norma che prevedere la tassazione di utili relativi a fatture non incassate per consentire il riporto a perdita solo dopo numerosi anni e alla fine di un contenzioso. Il prelievo va sospeso immediatamente, non appena s’intraprende l’azione legale per il recupero del credito.

Misure speciali
Gli italiani hanno bisogno di molte cose oggi come oggi, soprattutto hanno bisogno di rimettersi a lavorare sapendo che qualcosa di veramente nuovo è stato fatto a livello normativo per garantire un sereno svolgimento del lavoro, sostegno allo sviluppo e l’eliminazione di ingiuste discriminazioni fiscali.
Di seguito si sintetizzano alcune misure speciali:
1. Soglia minima di reddito non imponibile, se di origine di lavoro (dipendente o autonomo).
2. Detassazione totale per Cooperative di Mutualità e Sociali, No Profit, terzo settore in genere, fatti salvi solo gli obblighi contributivi e dei sostituti d’imposta.
3. Riclassificazione delle voci di oneri deducibili, eventualmente attraverso la costruzione di un elenco di spese necessarie per vivere e per produrre reddito, che andranno comunque considerati deducibili, da chiunque sostenute (lavoratori autonomi e dipendenti, la novità assoluta) senza eccezioni.
4. Eliminazione della distinzione tra lavoratori autonomi e imprese laddove queste ultime non siano costituite sotto forma di società, di qualsiasi tipo. Attualmente il TUIR 917/86 (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi) prevede una distinzione tra categorie di contribuenti del tutto affini che non ha riscontro reale nella pratica, con conseguenti trattamenti fiscali ingiustamente differenti. Penso ai lavoratori autonomi e alle imprese, comunque organizzate laddove non costituite sotto forme societarie.
5. Eliminazione dei limiti alle detrazioni IVA, quale unica via per eliminare il ricorso alle fatture di comodo.
6. Divieto assoluto di inversione dell’onere della prova in sede di controllo, accertamento e contenzioso (l’ufficio deve provare che ciò di cui accusa il contribuente è vero).
7. Eliminazione dell’imposizione in capo alle società di capitali a ristretta base azionaria/di tipo familiare, sul modello delle società di persone, in modo che venga tassato il reddito realmente conseguito dai soci o i soli capital gains. Diversamente occorre garantire ai soci l’attribuzione dei redditi ante imposte delle società e crediti d’imposta proporzionali alle imposte versate (non solo liquidate) dalle società.
8. Tracciabilità finanziaria per importi superiori a 1000 euro ed eliminazione delle commissioni a carico dei consumatori, sui pagamenti con carte di credito, e degli esercizi commerciali, relativamente a tutte le commissioni pagate per l’utilizzo dei POS (bancomat e carte di credito), in modo da incentivare realmente l’utilizzo di tali mezzi di pagamento.

Categorie di reddito
Le società, anche di professionisti, devono essere intese, tanto ai fini fiscali quanto ai fini civilistici, comunque come imprese.

Eliminazione dell’IRAP
L’Imposta Regionale sulle Attività Produttive deve essere sostituita con maggiore imposizione IRPEF/IRES o con altre fonti.
Ciò perché tale imposta grava essenzialmente sul lavoro, penalizzando le attività “labor intensive”. È assolutamente priva di senso una imposta che penalizza le imprese che hanno dipendenti.
In subordine alla sua eliminazione, occorre prevedere l’esonero totale a favore dei professionisti e delle imprese senza dipendenti, qualora costituiti sotto forma di ditte individuali o società di persone.

Tasse sulle famiglie
Il sistema fiscale attuale declina un’imposizione vessatoria su famiglie numerose (con minori o diversamente abili). Occorre, invece, aumentare le detrazioni per familiari a carico (prevedendo dei limiti di età per incentivare l’esodo da casa di mamma e la formazione di nuovi nuclei familiari) e per familiari diversamente abili. Lieve maggiorazione dell’imposizione a carico dei mono-nuclei (single) perché i single costano di più alla società. Agevolazioni in conto capitale, ovvero detassazione, a favore delle nuove famiglie.

Tributario: controlli, accertamento, contenzioso, penale tributario
In questo campo sono davvero infinite le azioni che è possibile intraprendere a favore della trasparenza fiscale, della ripresa della fiducia dei cittadini nel FISCO e dell’aumento del senso civico-fiscale.
A titolo esemplificativo, si ipotizzano le seguenti azioni:
1. utilizzo degli studi di settore e dei parametri come strumenti di controllo e verifica da utilizzare in modo combinato con tecniche di polizia tributaria fortemente basate sulle indagini finanziarie. Attualmente sono utilizzati quali strumenti di coercizione erariale.
2. Divieto di imposizione IVA su altri tributi (c.d. imposta su imposta).
3. Possibilità di compensazione orizzontale e verticale illimitata per quanto riguarda le tipologie di contributo/imposte/tributi/altro, limitate relativamente ai valori, salvo accertamento fiscale ovvero produzione di polizza fideiussoria.
4. Eliminazione della impossibilità di compensazione in caso di iscrizioni a ruolo per la stessa imposta (legge del 2011) superiore ai 1.500 euro.
5. Parificazione dei tassi debitori/creditori per le imposte dovute/a credito: per esempio, se lo Stato si fa pagare (anche in sede di riscossione tramite esattoria) il tasso legale + 5 punti, mi deve riconoscere il tasso legale + 5 punti quando mi rimborsa delle somme non dovute e versate non per errore del contribuente ma per effetto dell’applicazione di norma tributaria.
6. Sanzioni Tributarie identiche per tutti i tributi/imposte.
7. Penale Tributario: soglia minima uguale per tutti i tributi/imposte (50.000 euro/anno) ad eccezione delle ritenute alla fonte (a titolo di acconto o definitivo) per le quali non può esistere alcun limite in quanto trattasi comunque di appropriazione indebita (idem per i contributi previdenziali) l’aggravante del DANNO ERARIALE. In caso di omesso versamento delle ritenute alla fonte da parte del sostituto, il contribuente sostituito non può essere obbligato a pagare due volte l’imposta trattenuta ma non versata). Per ritenute (e contributi previdenziali) l’azione penale deve essere automatica e d’ufficio, con onere a carico del dirigente dell’ufficio in caso di inadempienza, laddove l’irregolarità non venga sanata entro i termini dell’accertamento con adesione. Negli altri casi, per i quali vale il limite dei 50.000 euro: l’azione penale segue la definizione dell’accertamento tributario. Occorre prevedere l’introduzione dell’imprescrivibilità dell’azione penale tributaria).

Imposte sui carburanti
Il problema italiano dell’imposizione fiscale abnorme diventa maggiormente odioso quando le sue modalità sono assai discutibili e poco “visibili” per il cittadino a cui lo stato continua a mettere le mani in tasca. La abnorme tassazione sulla benzina è esempio di tutto questo: circa il 60% del prezzo della benzina se ne va in tasse, con scarsissima visibilità di questo prelievo per il contribuente (quanti conoscono queste cifre?).
Per questa ragione sociale occorre alleggerire il peso delle accise nella composizione del prezzo dei carburanti. Queste ultime devono essere mantenute al livello minimo previsto dalla Unione Europea.
Ecco una lista parziale di accise (sono circa 80!) che trovo davvero assurdo, e come me milioni di italiani, dover pagare ancora oggi: 1 centesimo per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935, 7,23 millesimi di euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956, 5,16 millesimi di euro per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963, 5,16 millesimi di euro per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966, 5,16 millesimi di euro per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968, 5,11 centesimi di euro per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976, 3,87 centesimi per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980, 10,59 centesimi di euro per il finanziamento della guerra del Libano del 1983, 1,13 centesimi di euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996, 2 centesimi per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
Indubbiamente, lo scopo delle accise è nobile, poiché serve a garantire entrate erariali straordinarie e temporanee per emergenze di interesse nazionale. Tuttavia, come molto spesso accade in Italia, ciò che nasce come provvisorio finisce col diventare tacitamente definitivo ed ora siamo costretti a pagare emergenze ormai cessate da decenni, mentre non sappiamo nemmeno questi soldi che fine fanno.
L’eliminazione di tale prelievo sui carburanti sarebbe un bel segnale in direzione dell’abbassamento del livello della vessazione fiscale, ma anche di chiarezza e tra¬sparenza a favore del cittadino-utente-contribuente.
Non si dimentichi che secondo molti sondaggi d’opinione l’accisa sulla benzina è la tassa più odiata dagli italiani perché la conformazione geografica del nostro paese impone, spesso, di spostarsi necessariamente in macchina. D’altro canto, a chi obietterà che il prelievo fisca¬le sui carburanti è in linea con la media europea rispondiamo che è vero anche che gli italiani hanno redditi inferiori rispetto alla maggior parte degli altri cittadini comunitari (olandesi, francesi, tedeschi…) con prezzi dei carburanti simili: ciò riduce la quota di reddito dispo¬nibile nel nostro paese.

Le idee qui esplicitate costituiscono solo una minima parte delle azioni di rinnovamento attuabili in campo fiscale nel nostro amato paese.
Numerose mostruosità normative si prestano a per un’azione di risanamento del sistema tributario e fiscale come quello italiano che negli anni si è sviluppato come una giungla.
Basta avere il coraggio di avventurarsi nello studio delle norme e mettersi al lavoro per ridisegnare il sistema delle entrate dello Stato, ma anche delle uscite.
Infatti, uno stravolgimento di tale portata rende necessario rivedere le regole della finanza pubblica ma, soprattutto, le voci di spesa che concorrono a formare il bilancio dello Stato.
Le minori e diverse entrate prospettate costringono infatti a ridisegnare i flussi in ingresso e a limitare la spesa.

A questo punto si rende doverosa un’ulteriore osservazione che va oltre le questioni fiscali: uno Stato sociale e civile non può tagliare la spesa sociale che, invece, va migliorata e garantita a fasce più larghe della popolazione.
Rivedere e limitare le spese superflue, come quelle relative ad una struttura politica ed amministrativa elefantiaca (numero di deputati, Enti territoriali e locali inutili…) ed esageratamente esosa (stipendi delle cariche elettive e dei supermanager delle aziende dello Stato…) è, invece, un grande segnale di civiltà, buon senso e rispetto delle fasce più deboli della popolazione.
Ma è anche un segnale per i Paesi terzi, che giudicano in ogni istante il Bel Paese e hanno sempre meno voglia di investire in Italia…

La vera rivoluzione
Alla fine della carrellata di idee fin qui esposte con più o meno enfasi, lancio un’idea assolutamente trasversale rispetto alla storia contabile e fiscale del nostro paese. La tassazione dell’incremento di patrimonio (all’americana). Ritengo possibile mantenere un sistema contabile basato sulla partita doppia, in assoluto il più efficace e chiaro per la rilevazione dei fatti economicamente e finanziariamente rilevanti, mirato, però, non alla quantificazione del reddito d’impresa quale differenza tra ricavi e costi, bensì alla misurazione dell’incremento della ricchezza reale individuabile nel patrimonio.

Novità come queste sono quelle alle quali penso quando si parla di avviare quel “circolo virtuoso di riforme di cui il paese ha un disperato bisogno”.
Ciro Bello
07.10.2011

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Lun Ott 10, 2011 8:45 pm

Ciro mi complimento con te per il modo di esporre ,sei chiaro e anche ricco di contenuti.
Grazie delle novità fatti sentire più spesso e attivati per Nde.

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Caesar94 il Mer Ott 12, 2011 3:40 pm

GraziemilleCiro per il contributo preciso e chiarissimo . Sono sicuro che gran parte delle tue idee sono condivise dalla maggioranza di noi e si possono integrare nel programma
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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Lun Ott 31, 2011 12:45 am

Bozza aggiornata, l'introduzione verrà inserita in un secondo momento per vedere se ci sono ancora proposte o altro da inserire (la bozza finale sarà con i punti messi in posizione inversa).

Tasse/risparmi amministrativi

-Migliorare la programmazione strategica economica e di spesa pluriennale sia a livello generale che di singolo ministero, in particolare aumentare l'uso dei così detti 'libri bianchi' in cui vengono messe per iscritto le strategie generali da seguire nell'ottica di lungo periodo.

-Ridurre i privilegi della classe politica e degli alti livelli amministrativi ministeriali, da tali tagli si potrebbero ricavare realisticamente tra i 2 ed i 4 miliardi di risparmi, all'inizio i risparmi potrebbero anche essere maggiori: si pensi alle auto blu che potrebbero essere anche rivendute o cedute per esempio a quegli enti che ne avrebbero effettivamente bisogno, tipo le forze di sicurezza per sostituire il parco di auto più vecchie e che costano molto in termini di carburante e manutenzione, quindi evitando l'acquisto di nuove autovetture.
Le cifre sarebbero contenute, ma sarebbero comunque risparmi (e quindi minori uscite) comunque prolungati nel tempo. Aggiungendo tagli delle province ed altre riduzione di privilegi (non necessariamente della politica in senso stretto, ma più generalmente della macchina dello stato) si potrebbero raggiungere risparmi anche di 6/8 miliardi. Più che per il valore economico di queste manovre, quel che è importante è però il valore etico: non si possono chiedere sacrifici alla nazione se non si comincia a sacrificare qualcosa della 'testa'.

-Favorire l'introduzione della tassa europea sulle transazioni finanziarie per contribuire a stabilizzare il mercato finanziario riducendo il pericolo di bolle speculative (come quella che ha 'acceso' questa crisi) ed il numero delle transazioni in genere (in particolare quelle di tipo automatico), tassa che dovrà finanziare direttamente il bilancio UE garantendo l'adeguato afflusso di fondi per lo sviluppo di politiche europee più incisive.

- Introdurre una imposta sulla sostanza che colpisca il patrimonio di un soggetto economico, tale tassa dovrà essere calcolata sulla sostanza netta (sostanza lorda meno i debiti) composta dai beni immobili, dai beni mobili (come titoli e depositi bancari), dal valore di rimborso di assicurazioni vita, ecc.
L'imposta sulla sostanza dovrebbe colpire i soggetti dal livello sociale agiato definendo un valore minimo di circa mezzo milione di euro. Tutti i soggetti con sostanza sotto questa cifra non pagherebbero questa imposta.

-Accorpamento ministeri a pochi realmente utili, attualmente vengono creati ministeri per qualsiasi cosa (ci manca solo le varie ed eventuali), per quanto possano rappresentare spese ridotte rappresentano sempre spese, sarebbe una goccia in un deserto quanto risparmiato, ma sarebbe già qualcosa, comporterebbe un accentramento di responsabilità (quindi minori enti, minori sovrapposizioni = minore burocrazia), e sarebbe come per i tagli ai costi della politica una importante manovra etica.

-Abolizione del sistema dell'8X1000 e del 5x1000: basta finanziamenti a pioggia tramite le tasse, se una persona vuol donare dei soldi ad una associazione lo deve fare in maniera slegata dalle tasse e di propria assoluta volontà (cosa che oggigiorno non avviene sempre tra l'altro come nel caso dell'8x1000).
Se lo stato, per l'adempimento dei suoi compiti, ha bisogno del supporto di qualche ONG questa deve essere finanziata esclusivamente a progetto.

-Accise sulla benzina: se da un lato si propone che una certa percentuale (tra il 5 ed il 20%) sia destinata in maniera stabile allo sviluppo e alle ricerche nel campo delle energie rinnovabili, il rimanente dovrà essere indirizzato completamente e per legge al fondo d'ammortamento per il debito pubblico (attualmente dalle accise lo stato ci guadagna circa 30 miliardi di euro tanto per dare un'idea).

-Premere per l'introduzione a livello UE di una tassa sulle imprese dei paesi membri UE che chiudano le loro sedi produttive in territorio UE aprendone altre in paesi extra-europei, tassa che dovrà finanziare direttamente le attività dell'UE nel campo dello sviluppo delle aree sottosviluppate e della coesione economica.

-Abolizione degli studi di settore.

-Abolizione bollo auto (pagamento tasse solamente all'acquisto).

-Abolizione di tutte le tasse che gravino sopra altre tasse (es: l'IVA sulle accise).

-Abolizione di tutti i costi per partecipare a concorsi pubblici.

Rilancio dell'economia

-Sviluppo strategico dei principali porti commerciali italiani (attualmente sotto utilizzati o mal equipaggiati) e integrarli in un sistema continentale con quelli del Mar del Nord e con l'Europa Centrale (costi stimati molto molto approssivamente 40 miliardi spalmati su 10/20 anni per avere una reale razionalizzazione e miglioramento del sistema portuale, ferroviario ed intermodale necessario), ciò, in particolare in un'ottica di commercio con l'Asia e Oceania si rivela molto importante diminuendo i tempi di navigazione per le merci, nonchè così facendo riducendo il traffico mercantile in buona parte del Mediterraneo.

-Sviluppo infrastrutturale marcato in particolare per quel che riguarda il trasporto ferroviario di merci e persone, favorendo anche la presenza di competitor privati sul mercato.

-Abolizione degli ordini e degli albi per favorire la libera concorrenza.

-Autorizzare maggiormente l'uso della canapa per scopi industriali.

Pensioni & Famiglie

-Tetto massimo di 3000 euro netti al mese alle pensioni percepibili, tetto che vale quindi anche cumulando le pensioni.

-Innalzare la pensione di vecchiaia a 70 anni o 20 anni di contributi (attualmente i parametri sono 65 anni o 5 anni), abolendo però qualsiasi limite di età minimo e massimo richiesto per la pensione di anzianità (quest'ultima ricordo che fa riferimento al numero di anni lavorati, ma attualmente richiede comunque un'età 'minima' per accedervi) e al contempo premiando chi va in pensione più tardi e disincentivando fortemente chi va in pensione presto fissando come parametro per incentivi/disincentivi '0' i 37 anni di contributi.

-Favorire soluzioni di pensioni integrative private.

Riduzione dell'evasione

-Scontrini con gratta vinci.

-Aumentare la possibilità di detrazioni.


-Semplificazione del modello tributario: moduli per pagare le tasse più semplici, imposte uniche che accorpino decine di tasse diverse, abolizione delle doppie imposte (regionali/nazionali ad esempio) sulla stessa materia, riduzione dell'uso dei bolli (sui libri contabili ad esempio come sul Passaporto o addirittura sul feretro), abolizione delle tasse arcaiche e obsolete (qui un esauriente elenco: http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2011bestiariofisco.pdf ) o a cui non è corrisposto il servizio per cui sono state create, ecc... questo è un metodo come un altro per disincentivare l'evasione fiscale tramite un fisco ed una imposizione fiscale più 'semplice' e corretta.

Lavoro ed Impresa

-Favorire tramite strumenti web l'incontro tra l'offerta di lavoro e domanda. Spesso non si trova il lavoro anche solo perchè è difficile cogliere le occasioni di lavoro (in particolare quando si parla di piccole attività che non si affidano a grandi mezzi per cercare personale). L'ideale sarebbe un portale internet gestito o supervisionato dallo Stato nel quale l'offerta e la domanda potrebbero immediatamente incontrarsi. Portale ove le aziende inserirebbero le loro proposte di lavoro con la massima chiarezza (tipo di contratto, mensilità, luogo, mansione/i previste ecc.) in modo che il futuro lavoratore abbia sempre un idea chiara e posso far riferimento a tale pubblicazione nel caso non venisse rispettato la proposta pubblicata dall'azienda con conseguenti effetti legali.
Garantendo quindi al contempo la dignità del lavoratore e le necessità delle imprese di cercare addetti.

-Riduzione del numero di contratto di lavoro a non più di 3: a tempo indeterminato, tempo determinato e apprendistato, ognuno con regole e paremetri ben precisi in particolare per quello dell'apprendistato il cui ricorso non potrà superare i 3 mesi, non potrà essere rinnovabile e avrà una tassazione a carico dell'azienda più alto rispetto altri due tipi.

-Riduzione delle tasse per le aziende aperte da giovani nel periodo di inizio attività, indicativamente il primo anno dovrà essere a tasse zero e ulteriori 2 anni con tasse non oltre il 10% (ovviamente con paletti ben chiari per evitarne abusi), periodo che si porta a 5 anni per aziende di tipo agricolo (anche in un'ottica di maggiore protezione ambientale e manutenzione del territorio).

-Fondi statali a tasso zero per l'apertura di nuove piccole aziende da parte di giovani in aree sottosviluppate fino ad un massimo di 100.000 euro restituibili in 10/15 anni.

-Creazione di un unico organo attraverso il quale le imprese si possano interfacciare per l'espletamento delle attività burocratiche.

-Salario orario minimo (come negli US, in Francia o in GB) in maniera da garantire ad un dipendente per 40 ore alla settimana uno stipendio di circa 1000 euro netti mensili, salario orario minimo che potrà variare a seconda del titolo di studio del lavoratore. Da prevedere incentivi (sotto forma di detassazioni in particolare) per le aziende che applichino salari orari superiori a quelli minimi previsti per legge.

-Impedimento per un amministratore delegato di essere a capo o consulente per più aziende nella stessa filiera.

-Ridurre la tassazione sugli stipendi medio-bassi ed il costo del lavoro in generale.

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Tassa sulle imprese italiane con stabilimenti stranieri

Messaggio Da Michele Cuccagna il Mar Nov 22, 2011 7:36 am

Ciao a tutti,

Io direi che più che una tassa secca sulle imprese che hanno stabilimenti produttivi fuori dallo stato italiano si dovrebbe ragionare in un ottica di marchio italiano. Mi spiego meglio tutti sanno che nel mondo il made in italy è garanzia di qualità ed inoltre garantisce anche un certo "lusso" al prodotto che si avvale di questo MARCHIO. Ecco che allora si dovrebbe ragionare in un'ottica di percentuali di produzione(che a dire il vero già esistono, ma sono veramente basse e aggirabili con sistemi di imprese collegate), cioè obbligare le imprese che si vogliono avvalere di questo marchio a produrre almeno, ad esempio l'80% delle lavorazioni in stabilimenti italiani con manodopera italiana. Questo assicurerebbe maggiori entrate fiscali collegabili a maggiori utili delle imprese italiane, e maggiori redditi riconducibili ai maggiori impiegati grazie alla diminuzione della disoccupazione. In questa maniera si riuscirebbe ad arginare (non risolvere) tre problemi con una sola misura. Insomma alla fine il marchio made in italy dovrebbe essere un bene comune a tutti gli italiani e per tutti tutelato.

Ciao

Dott. Michele Cuccagna

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Lun Gen 09, 2012 10:40 am

A breve presenterò un sunto migliorato con alcune delle proposte aggiuntive che sono state fatte integrate. Il sunto dopo che sarà presentato andrà in votazione dopo circa una settimana per lasciare tempo ad ulteriori aggiustamenti e aggiunte... quindi sotto con le proposte!

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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Dom Gen 29, 2012 4:58 pm

Bozza aggiornata con alcune correzioni minori e l'introduzione della parte sulle aziende di Stato ed una nota sullo statuto dei lavoratori, l'introduzione verrà inserita in un secondo momento
per vedere se ci sono ancora proposte o altro da inserire (la bozza
finale sarà con i punti messi in posizione diversa a seconda dell'importanza attribuita).

Tasse/risparmi amministrativi

-Migliorare
la programmazione strategica economica e di spesa pluriennale sia a
livello generale che di singolo ministero, in particolare aumentare
l'uso dei così detti 'libri bianchi' in cui vengono messe per iscritto
le strategie generali da seguire nell'ottica di lungo periodo.

-Ridurre
i privilegi della classe politica e degli alti livelli amministrativi
ministeriali, da tali tagli si potrebbero ricavare realisticamente tra i
2 ed i 4 miliardi di risparmi, all'inizio i risparmi potrebbero anche
essere maggiori: si pensi alle auto blu che potrebbero essere anche
rivendute o cedute per esempio a quegli enti che ne avrebbero
effettivamente bisogno, tipo le forze di sicurezza per sostituire il
parco di auto più vecchie e che costano molto in termini di carburante e
manutenzione, quindi evitando l'acquisto di nuove autovetture.
Le
cifre sarebbero contenute, ma sarebbero comunque risparmi (e quindi
minori uscite) comunque prolungati nel tempo. Aggiungendo tagli delle
province ed altre riduzione di privilegi (non necessariamente della
politica in senso stretto, ma più generalmente della macchina dello
stato) si potrebbero raggiungere risparmi anche di 6/8 miliardi. Più che
per il valore economico di queste manovre, quel che è importante è però
il valore etico: non si possono chiedere sacrifici alla nazione se non
si comincia a sacrificare qualcosa della 'testa'.

-Favorire
l'introduzione della tassa europea sulle transazioni finanziarie per
contribuire a stabilizzare il mercato finanziario riducendo il pericolo
di bolle speculative (come quella che ha 'acceso' questa crisi) ed il
numero delle transazioni in genere (in particolare quelle di tipo
automatico), tassa che dovrà finanziare direttamente il bilancio UE
garantendo l'adeguato afflusso di fondi per lo sviluppo di politiche
europee più incisive.

- Introdurre una imposta sulla sostanza che
colpisca il patrimonio di un soggetto economico, tale tassa dovrà
essere calcolata sulla sostanza netta (sostanza lorda meno i debiti)
composta dai beni immobili, dai beni mobili (come titoli e depositi
bancari), ecc.
L'imposta
sulla sostanza dovrebbe colpire i soggetti dal livello sociale agiato
definendo un valore minimo di circa mezzo milione di euro. Tutti i
soggetti con sostanza sotto questa cifra non pagherebbero questa
imposta.

-Accorpamento ministeri a pochi realmente utili,
attualmente vengono creati ministeri per qualsiasi cosa (ci manca solo
le varie ed eventuali), per quanto possano rappresentare spese ridotte
rappresentano sempre spese, sarebbe una goccia in un deserto quanto
risparmiato, ma sarebbe già qualcosa, comporterebbe un accentramento di
responsabilità (quindi minori enti, minori sovrapposizioni = minore
burocrazia), e sarebbe come per i tagli ai costi della politica una
importante manovra etica.

-Abolizione del sistema dell'8X1000 e
del 5x1000: basta finanziamenti a pioggia tramite le tasse, se una
persona vuol donare dei soldi ad una associazione lo deve fare in
maniera slegata dalle tasse e di propria assoluta volontà (cosa che
oggigiorno non avviene sempre tra l'altro come nel caso dell'8x1000).
Se
lo stato, per l'adempimento dei suoi compiti, ha bisogno del supporto
di qualche ONG o di altri questa attività deve essere finanziata esclusivamente a progetto.

-Accise
sulla benzina: se da un lato si propone che una certa percentuale (tra
il 5 ed il 20%) sia destinata in maniera stabile allo sviluppo e alle
ricerche nel campo delle energie rinnovabili, il rimanente dovrà essere
indirizzato completamente e per legge al fondo d'ammortamento per il
debito pubblico.

-Premere per
l'introduzione a livello UE di una tassa sulle imprese dei paesi membri
UE che chiudano le loro sedi produttive in territorio UE aprendone altre
in paesi extra-europei, tassa che dovrà finanziare direttamente le
attività dell'UE nel campo dello sviluppo delle aree sottosviluppate e
della coesione economica.

-Abolizione degli studi di settore come strumento a fini esattoriali, strumento da usare solo per far scattare automaticamente verifiche da parte dell'ente competente in caso di incongruità.

-Abolizione bollo auto (pagamento tasse solamente all'acquisto).

-Abolizione di tutte le tasse che gravino sopra altre tasse (es: l'IVA sulle accise).

-Abolizione di tutti i costi per partecipare a concorsi pubblici.

Rilancio dell'economia

-Sviluppo
strategico dei principali porti commerciali italiani (attualmente sotto
utilizzati o mal equipaggiati) e integrarli in un sistema continentale
con quelli del Mar del Nord e con l'Europa Centrale (costi stimati molto
molto approssivamente 40 miliardi spalmati su 10/20 anni per avere una
reale razionalizzazione e miglioramento del sistema portuale,
ferroviario ed intermodale necessario), ciò, in particolare in un'ottica
di commercio con l'Asia e Oceania si rivela molto importante diminuendo
i tempi di navigazione per le merci, nonchè così facendo riducendo il
traffico mercantile in buona parte del Mediterraneo.

-Sviluppo
infrastrutturale marcato in particolare per quel che riguarda il
trasporto ferroviario di merci e persone, favorendo anche la presenza di
competitor privati sul mercato.

-Abolizione degli ordini e degli albi per favorire la libera concorrenza.

-Cancellazione delle tariffe minime previste in vari settori

Pensioni & Famiglie

-Tetto massimo di 3000 euro netti al mese alle pensioni percepibili, tetto che vale quindi anche cumulando le pensioni.

-Innalzare
la pensione di vecchiaia a 70 anni o 10 anni di contributi (attualmente
i parametri sono 65 anni o 5 anni), abolendo però qualsiasi limite di
età minimo e massimo richiesto per la pensione di anzianità
(quest'ultima si ricorda che fa riferimento al numero di anni lavorati, ma
attualmente richiede comunque un'età 'minima' per accedervi) e al
contempo premiando chi va in pensione più tardi e disincentivando
fortemente chi va in pensione presto fissando come parametro '0' per
incentivi/disincentivi i 37 anni di contributi.

-Favorire soluzioni di pensioni integrative private.

Riduzione dell'evasione e trasparenza tributaria

-Scontrini con gratta vinci.

-Tracciabilità finanziaria per importi superiori a 1000 euro ed
eliminazione delle commissioni a carico dei consumatori, sui pagamenti
con carte di credito, e degli esercizi commerciali, relativamente a
tutte le commissioni pagate per l’utilizzo dei POS (bancomat e carte di
credito), in modo da incentivare realmente l’utilizzo di tali mezzi di
pagamento.

-Aumentare la possibilità di detrazioni.

-Parificazione dei tassi debitori/creditori per le imposte dovute/a
credito: per esempio, se lo Stato si fa pagare (anche in sede di
riscossione tramite esattoria) il tasso legale + 5 punti, si deve
riconoscere il tasso legale + 5 punti quando rimborsa delle somme non
dovute e versate non per errore del contribuente, ma per effetto
dell’applicazione di norma tributaria.


- Eliminazione della distinzione tra lavoratori autonomi e imprese
laddove queste ultime non siano costituite sotto forma di società, di
qualsiasi tipo. Attualmente il TUIR 917/86 (il Testo Unico delle Imposte
sui Redditi) prevede una distinzione tra categorie di contribuenti del
tutto affini che non ha riscontro reale nella pratica, con conseguenti
trattamenti fiscali ingiustamente differenti.

-Semplificazione
del modello tributario: moduli per pagare le tasse più semplici,
imposte uniche che accorpino decine di tasse diverse, abolizione delle
doppie imposte (regionali/nazionali ad esempio) sulla stessa materia,
riduzione dell'uso dei bolli (sui libri contabili ad esempio come sul
Passaporto o addirittura sul feretro), abolizione delle tasse arcaiche e
obsolete (qui un esauriente elenco: http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2011bestiariofisco.pdf
) o a cui non è corrisposto il servizio per cui sono state create,
ecc... questo è un metodo come un altro per disincentivare l'evasione
fiscale tramite un fisco ed una imposizione fiscale più 'semplice' e
corretta.

Lavoro ed Impresa

-Favorire tramite strumenti
web l'incontro tra l'offerta di lavoro e domanda. Spesso non si trova il
lavoro anche solo perchè è difficile cogliere le occasioni di lavoro
(in particolare quando si parla di piccole attività che non si affidano a
grandi mezzi per cercare personale). L'ideale sarebbe un portale
internet gestito o supervisionato dallo Stato nel quale l'offerta e la
domanda potrebbero immediatamente incontrarsi. Portale ove le aziende
inserirebbero le loro proposte di lavoro con la massima chiarezza (tipo
di contratto, mensilità, luogo, mansione/i previste ecc.) in modo che il
futuro lavoratore abbia sempre un idea chiara e posso far riferimento a
tale pubblicazione nel caso non venisse rispettata la proposta
pubblicata dall'azienda con conseguenti effetti legali.
Garantendo quindi al contempo la dignità del lavoratore e le necessità delle imprese di cercare addetti.

-Riduzione
del numero di contratto di lavoro a non più di 3: a tempo
indeterminato, tempo determinato e apprendistato, ognuno con regole e
paremetri ben precisi in particolare per quello dell'apprendistato il
cui ricorso non potrà superare i 3 mesi, non potrà essere rinnovabile e
avrà una tassazione a carico dell'azienda più alta rispetto agli altri due
tipi.

-Revisione dello Statuo dei Lavoratori per adeguarlo ad un mercato del lavoro che richiede maggiore flessibilità in generale, in particolare dovrà saltare ogni differenza di trattamento tra lavoratore in una azienda con più o meno di 15 dipendenti, nonchè dovranno essere previste maggiori tutele anche per i lavoratori con contratto a tempo determinato attualmente esclusi dalla tutela dell'Art.18.

-Riduzione delle tasse per le aziende aperte da giovani nel
periodo di inizio attività, indicativamente il primo anno dovrà essere a
tasse zero e ulteriori 2 anni con tasse non oltre il 10% (ovviamente
con paletti ben chiari per evitarne abusi), periodo che si porta a 5
anni per aziende di tipo agricolo (anche in un'ottica di maggiore
protezione ambientale e manutenzione del territorio).

-Fondi
statali a tasso zero per l'apertura di nuove piccole aziende da parte di
giovani in aree sottosviluppate fino ad un massimo di 100.000 euro
restituibili in 10/15 anni.

-Creazione di un unico organo
attraverso il quale le imprese si possano interfacciare per
l'espletamento delle attività burocratiche.

-Salario orario
minimo (come negli US, in Francia o in GB) in maniera da garantire ad un
dipendente per 40 ore alla settimana uno stipendio di circa 1000 euro
netti mensili, salario orario minimo che potrà variare a seconda del
titolo di studio del lavoratore. Da prevedere incentivi (sotto forma di
detassazioni in particolare) per le aziende che applichino salari orari
superiori a quelli minimi previsti per legge.

-Impedimento per un amministratore delegato di essere a capo o consulente per più aziende nella stessa filiera.

-Ridurre la tassazione sugli stipendi medio-bassi ed il costo del lavoro in generale.

Le aziende di stato italiane e la politica estera

Le industrie a controllo e/o partecipazione statale italiane
in alcuni settori strategici, come quello energetico (ENI) o
della difesa (FINMECCANICA) sono aziende molto competitive, molto
attive all'estero ed in continua espansione, spesso tra le prime a
livello mondiale.

Per questo si rende necessaria una maggiore regolamentazione
del loro operato e al contempo la necessità di far sì che
continuino a rimanere competitive sul mercato: condizione
imprescindibile per ulteriori espansioni e per il mantenimento delle
capacità produttive (e per evitare che queste floride aziende in
futuro diventino carrozzoni difficili da mantenere ed il cui loro
costo gravi sulle spalle di tutti i cittadini).

Non potendo puntare su bassi prezzi di produzione (e non sarebbe
mossa saggia, in quanto vana, tentare di contrastare paesi come la
Cina o Vietnam su questo fronte) si rende necessario puntare sulla
massima qualità, qualità che può essere ottenuta solo con un
continuo investimento su tale settore, perciò tali aziende dovranno
aumentare (o non scendere sotto tale soglia) per legge la loro
quota di bilancio dedicato alla ricerca e allo sviluppo (R&D)
ad una cifra non inferiore al 10% del proprio fatturato.

L'ENI, l'ENEL e gli altri enti a partecipazione pubblica (statale o locale)
nel settore energetico in particolare dovranno portare per legge la
loro quota di R&D dedicata alle energie rinnovabili di
nuova concezione e all'efficenza energetica almeno al 40%. Il mercato
delle energie rinnovabili nei prossimi anni acquisterà sempre più
importanza e svettare in questo campo potrebbe voler dire nei
prossimi anni riuscire a dominare tale mercato.

Neccessario inoltre da parte governativa il massimo supporto per
l'espansione di queste nei mercati esteri, anche
tramite joint venture con altre aziende europee del settore.

L'obiettivo ultimo è quello di creare un vero e proprio sistema
(certificato in maniera ufficiale anche tramite l'approvazione di
documenti vincolanti tra i soci delle aziende, le aziende stesse e lo
stato italiano) che si muova all'unisono in maniera di massimizzarne
l'efficenza e per evitare che l'operazione di un'industria vada in un
qualche modo a danneggiare lo Stato italiano e viceversa.

Oltretutto investire sulla R&D nel settore energetico in
particolare, sul supporto delle nostre aziende energetiche e sulla
creazione di linee guida italiane ed europee nel settore permetterebbe sul medio-lungo periodo di diminuire la dipendenza energetica da
stati extra-UE (come la Russia o gli stati del Nord-Africa), con i
conseguenti vantaggi economici (a favore della nostra bilancia
commerciale) e geopolitici. Sul breve-medio periodo da perseguire con
particolare attenzione (in particolare ai fattori politici)
sarà la diversificazione delle linee di approvigionamento, ancora oggigiorno concentrate troppo lungo poche direttive su
cui l'influenza diretta o indiretta di un singolo attore della scena
internazionale si fa pesare troppo (come dimostrato in passato ad
esempio della contesa del gas tra Ucraina e Russia o dalla guerra tra
Russia e Georgia del 2008).

Un aspetto interessante, anche se spesso poco considerato, è
quello dell'utilità della RAI (altra grande azienda pubblica
italiana per dimensione e fatturato) nel panorama Mediterraneo:
potenziare canali e servizi come RaiMed e RaiNews (di cui
possibilmente fornire anche una versione internazionale multilingua)
potrebbero contribuire in maniera estremamente efficace a fornire una
immagine maggiormente forte del nostro paese nell'area, difendendo
e diffondendo
il made in Italy ed i nostri interessi; oltretutto
il mezzo televisivo è un formidabile strumento di diffusione
culturale e canali come RaiMed (già oggi canale molto seguito,
nonostante gli scarsi investimenti che gli sono destinati, nel
Mediterraneo) e RaiNews ben potrebbero contribuire a diffondere una
migliore conoscenza (e quindi maggiore comprensione) tra i vari
popoli dell'area mediterranea.

Vista l'importanza che i mezzi di comunicazione
ricoprono nel mondo d'oggi un serio investimento ed una accurata
pianificazione strategica ad ampio respiro (temporale e spaziale) in
questo settore, da cui non si partirebbe neanche completamente da
zero tra l'altro, non sarebbe solo fine a se stesso, ma potrebbe
validamente supportare il nostro comporto economico, il rispetto e la
conoscenza tra culture e religioni differenti e l'immagine stessa
dell'Italia all'estero.

Bisognerà però al contempo ridurre e annullare la presenza pubblica nei settori non strategici.
In particolare pensiamo: ad uno scorporo del settore militare di Fincantieri, che dovrà passare sotto Finmeccanica, da quello civile (quest'ultimo che potrà quindi essere privatizzato) e ad una riduzione delle quote statali di FdS con l'obiettivo di giungere nel medio-lungo periodo (quando saranno presenti un ampio numero di attori privati sul mercato) ad una riduzione totale dello Stato nel settore.

Ospite
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Re: Economia: Primo sunto per punti

Messaggio Da Ospite il Lun Gen 30, 2012 11:09 pm

Ottime proposte!
Tra le piccole operazione, giusta abolizione assoluta delle imposte sulle tasse (cosa assurda), prelievo fondi destinati a energie rinnovabili dalle accise e rimanente destinato a ammortare il debito pubblico, eliminazione del 5 e 8 per mille anche perchè vengono erogati per legge ma finiscono in progetti che la maggior parte delle volte con la legge non collimano molto, ecc...
Insomma tutte proposte super condivise.

Ospite
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Re: Economia: Primo sunto per punti

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