Scoppiato il caso Terzigno, i comitati non riescono a far valere le proprie ragioni

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Scoppiato il caso Terzigno, i comitati non riescono a far valere le proprie ragioni

Messaggio Da Dario De Vita (iRad) il Sab Ott 23, 2010 9:42 am

L'abuso dello stato sui cittadini di Terzigno per me è diventato ormai palese dopo essermi accuratamente informato. Ho letto di tutte le smentite del caso, ho sentito entrambe le campane battere le proprie ragioni. Quelle che mettono i manifestanti nel mirino sono sostanzialmente calunnatorie, quelle che mettono i manifestanti dalla parte della ragione bisogna andarsele a pescare con accuratezza perché divulgate male e con poca chiarezza.
Il mio quadro di insieme e questo.

A proposito di questo vi propongo un articolo di Geronimo da Libero: Coi rifiuti gettiamo via tutti i politici locali
Citando l'articolo:
La società meridionale arretrata e decisamente più fragile di quella del Nord, senza una politica adeguata esplode producendo emergenze su bisogni elementari come quelle che si verificano in zone del medio oriente o del nord Africa. Nella sua storia Napoli ha conosciuto decine di emergenze, dal colera al terremoto ma ...in quei frangenti è stata sempre governata. Male o bene, ma sempre governata.
In effetti tutto può essere ricondotto a questo passaggio: la Campania non è governata e se lo è, non da un organo veramente politico.

Mi chiedo cosa avrebbe potuto fare NDE Campania se all'oggi fosse stata più attiva...
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Dario De Vita (iRad)

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Re: Scoppiato il caso Terzigno, i comitati non riescono a far valere le proprie ragioni

Messaggio Da Ospite il Sab Ott 23, 2010 11:04 am

Purtroppo la Campania, parlo solo per quel che riguarda il background politico attuale che posso vedere (o credo di vedere...) io che sono assai lontano geograficamente da quelle vicende, credo che sia preda di giochi politici all'interno della stessa maggioranza e degli stessi partiti di quelli da far rizzare i capelli...

A parte lo scontro Caldoro/Cosentino (di cui secondo me tale faccenda può essere uno strascico) credo che molto faccia anche lo scontro Maroni (Lega) e PdL.

Non è che sia un esperto del settore, ma da come hanno agito le forze di polizia a Terzigno non sembra di certo che abbiano agito per mantenere pacati gli animi (tra l'altro avrei qualcosa da ridere pure sul modo di muoversi e sulla tipologia di formazione, tendenzialmente aperta, tenute dai plotoni della Polizia durante le operazioni -per dirla in altri termini non sembravano poliziotti addestrati, ma novellini spaventati e senza alcuna direzione buttati in mezzo al marasma-, se mai fossero state attaccati seriamente da un folto gruppo di manifestanti tali formazioni sarebbero state spazzate via senza tanti complimenti... qui io non dico niente, visto che la dietrologia non mi piace e sò che faccio aleggiare una cosa piuttosto pesante, però...) forse anche nel tentativo di far vedere (in vista di elezioni forse sempre più vicine?) al proprio 'popolo' che non c'è pietà e che si agisce con il pugno di ferro (anche laddove se si fosse voluto non ce ne sarebbe stato nessunissimo bisogno: bastava solo che si fosse trattato prima in maniera decente e la popolazione di quei paesi di certo ora non sarebbe sul piede di guerra, non almeno ai livelli di ora).

In tutto questo ovviamente c'è anche la dimostrazione di una leadership nazionale del centrodestra oramai che ha perso il proprio charme ed il proprio ascendente e non è in grado più di controllare neanche i suoi uomini (tanto più nei territori, come quello campano dov'è più forte) e che per risolvere tutto è costretto a tirare fuori i soliti milioni di euro (ma non si potevano tirare fuori prima allora? Magari risparmiando anche immagini che hanno fatto apparire al resto d'Europa l'Italia una piccola Baghdad?), sempre che verranno tirati fuori (e con le strette di bilancio dubito che Tremonti tiri fuori veramente dei soldi, al più farà per l'ennesima volta il gioco delle 3 carte... tra l'altro sta questione delle discariche, costruite in aree protette, rischia di far perdere sostanziosi fondi europei... forse visto quanto ha a cassa lo Stato -e la regione Campania- sarebbe molto meglio fare due o tre passi indietro) e a mandare e ad affidarsi ad una figura ingombrante che se una volta era almeno di prestigio (parlo di Bertolaso) ora non lo è più ed anzi è profondamente screditata.

E poi vabbè, i soliti interessi della malavità organizzata che producono un'area di grigio, un'area in cui non si capisce chi è dalla parte della ragione e chi del torto, tendenzialmente infinita...

A parte ciò NDE cosa avrebbe potuto fare se fosse stata più attiva sul territorio? Sicuramente si sarebbe dovuto dare il massimo supporto alle proteste pacifiche partecipandoci attivamente se fosse stato possibile, però ribadisco: parlo da persona lontana dalla realtà geografica in questione quindi probabilmente questa non era ne la scelta migliore ne quella più giusta.

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Re: Scoppiato il caso Terzigno, i comitati non riescono a far valere le proprie ragioni

Messaggio Da Dario De Vita (iRad) il Sab Ott 23, 2010 12:03 pm

La gestione dei rifiuti in Campania, ad oggi, non può essere gestita a livello locale. Dico questo perché purtroppo, in materia di rifiuti, anche il politico più intransigente, onesto, integerrimo, deve scendere a patti con la malavita organizzata oppure finire la sua carriera (in un modo o in un altro). Cosa decisamente non auspicabile. Questo stato di cose è stato portato avanti ed ormai incancrenito da una precedente stretta collaborazione tra stato e camorra per lo smaltimento "veloce" dei rifiuti. Invece di applicare piani a lungo termine in Campania si è da subito pensato di affidare questa materia maleodorante alla parte nascosta della società.
Ora siamo ad un punto di non ritorno, la camorra non lascerà più in mano allo stato la gestione dei rifiuti visto l'enorme guadagno. Quindi la faccenda deve per forza di cose delegarsi a livello nazionale.
Questo è avvenuto già, ma a mio avviso è avvenuto con il governo sbagliato. Un governo che ha furbamente sfruttato la cosa per generare consenso, ma che nei fatti non ha applicato politiche vincenti sul lungo periodo e "apparando" (come si dice da queste parti) l'emergenza forzando la popolazione, aprendo siti non idonei, militarizzando i percorsi dei rfu. Vivo a Napoli e la questione rifiuti è rimasta pressocché invariata. Quando una discarica subisce il blocco da parte dei manifestanti, la "munnezza" cresce a dismisura lungo le strade (anche del centro). La strafottenza di molti campani impedisce di fatto di far fronte comune sul tema. Lasciando l'arduo compito di far valere i propri diritti soltanto ai comuni che le discariche le "vivono".

Tornando ad NDE, credo che al di là del supporto fisico della presenza alle manifestazioni (che ormai mi son convinto essere giuste, nonostante fantomatiche infiltrazioni) avremmo potuto fare da tramite con lo stato centrale. Coordinare le parti, facendo supervisionare le operazioni da delegati dell'UNESCO, dato che il parco nazionale del Vesuvio è da quest'ultimo tutelato.

Ma per far questo ci vogliono i numeri e molto carattere... Campania, adoperiamoci per crescere su su!
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Re: Scoppiato il caso Terzigno, i comitati non riescono a far valere le proprie ragioni

Messaggio Da Ospite il Dom Ott 24, 2010 12:36 am

Terzigno rappresenta l'inevitabile strascico di ciò che due anni fa è avvenuto a Napoli.
Il problema non è tanto come smaltire la spazzatura ma è la malavita organizzata che agisce indisturbata facendosi beatamente baffo delle leggi e cosa ancor più grave della salute della gente.
Per eliminare gran parte del problema bisognerebbe eliminare la malavita ma la storia ci insegna che è tutto fuorché un'impresa facile.
Le persone, che sono insorte per i rifiuti, invece di incendiare bandiere italiane (gesto molto deplorevole e per di più compiuto solo per attirare l'attenzione dei media) e generare disordini vari, dovrebbero pensare a cosa loro hanno fatto in primis per difendere i loro diritti e quelli degli altri cittadini campani dall'oppressione della malavita organizzata.
Lo stato deve assumersi comunque tutte le sue responsabilità ma (non è una scusante) è costretto a volte a combattere contro persone che invece di denunciare la malavita organizzata vedono in essa un'istituzione atta a proteggerli. Questo rappresenta il vero primo ostacolo per combattere la malavita e bisogna sperare che le generazioni future capiscano e cerchino di difendere i loro diritti.
L'unica cosa che bisogna sperare è che in qualche modo la situazione venga risolta al più presto.
NDE se fosse stata più diffusa sul territorio avrebbe potuto effettuare proteste pacifiche atte a poter avere un confronto con la regione............spero vivamente che in un futuro prossimo le persone possano apprezzare e condividere il nostro pensiero ed aiutarci a difendere i loro diritti.

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