Il federalismo parte... con più tasse

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MAFIE E SINDACATI

Messaggio Da Ospite il Ven Mag 13, 2011 9:43 am

ti segnalo che il tuo termine "inettezza" farai meglio a coniugarlo con "inettitudine" che è il termine esatto per designare l'essere inetti.
Quanto ai Governi del Nord Italia, primo mi riferisco alle associazioni industriali del Nord, secondo il tuo periodo di osservazione (ultimi 50-60 anni) non esaurisce il problema meridionale che si pone già a fine dell'800-inizio'900 con interventi sempre più assistenziali e finalizzati ai voti di scambio e mai all'investimento ed alla creazione di una rete industriale per una scelta precisa che il Nord fosse industrializzato ed il Sud turisticizzato hanno creato vasta corruzione e parassitismo. Quanto alla attitudine imprenditoriale e creativa del mezzogiorno d'Italia, ricordandoti che il Porto di Napoli è il secondo più importante d'Europa dopo Rotherdam e che l'Università di Napoli Federico II è la prima Università creata in Europa precedendo la Sorbonne di Parigi non ti meraviglierà sapere che essere un imprenditore al Sud sia un impresa titanica davanti ad un tessuto sociale corrotto ed immaturo. NESSUNO CON SALE IN ZUCCA VIENE A FARE IMPRESA AL SUD FINTANTO CHE ESISTONO LE ORGANIZZAZIONI DI RACKET MALAVITOSE. Secondo me le soluzioni del problema sono molteplici:

1) Le mafie o le estirpi con i carriarmati (nel qual caso sarebbero centinaia di migliaia i meridionali pronti a scendere a combattere con i carri) oppure accetti che esistono e ci tratti al fine di asservirle allo stato come lobbies e farle diventare una risorsa del paese vincolandole ad un patto che indichi loro cosa possono fare e cosa lo Stato non tollera che esse facciano. Quello che si fa adesso è l'ipocrisia per cui "con la mafia non si tratta" , salvo continuare a farle proliferare come un cancro che si insinua nel tessuto sociale ed imprenditoriale del meridione.

2) Occorre dare efficacia alle gabbie salariali e detassare il lavoro in modo di consentire alle aziende del Sud di assumere e di far emergere il sommerso. I sindacati in Italia sono diventati una vera palla al piede per lo sviluppo economico e per l'ingresso dei giovani sul mercato del lavoro. Sono una forza conservativa dei posti di lavoro (spesso fuori mercato e sottoqualificati di settori economicamente maturi) e per salvare l'esistente a fondo perduto impediscono che le stesse risorse siano impiegate nelle stesse aree geografiche per aprire aziende di nuove tecnologie che assumano giovani qualificati in settori redditizi che generano nuovi utili e quindi nuovi posti di lavoro. I rami secchi vanno potati sennò si infetta tutto l'albero

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Re: Il federalismo parte... con più tasse

Messaggio Da Ospite il Ven Mag 13, 2011 4:20 pm

I porti italiani più importanti come traffico merci e commerciali sono Genova, Trieste, Taranto, Cagliari, Livorno, Gioia Tauro, Augusta, Venezia, Ravenna e solo infine Napoli... ed i porti italiani come già spiegavo in un altro topic comunque sono molto inferiori a tanti altri porti mediterannei (basta pensare a Malta o ai porti spagnoli solo per stare nella sponda nord) ed il fatto che una università sia antica di per sè non vuol dire niente: anche Torino o Bologna hanno i loro bei secoli sulle spalle, ma la qualità cala costantemente di anno in anno e non credo che quella di Napoli sia un luogo, ahimè, immune da ciò.

Sulla malavità organizzata come ho già detto è un problema sicuramente importante (se noti l'ho segnalato anch'io), ma ribadisco: in forme diverse c'è anche nelle regioni del nord (Tangentopoli docet) e ora non manca neanche quella di esportazione...

1) se la tua proposta è di trattare con le mafie non solo mi trovi totalmente contrario, ma mi fa anche un po' ribrezzo tale proposta, e comunque le mafie non si estirpano solo con la repressione, ma anche con lo stesso sviluppo economico: se una zona si sviluppa economicamente si taglia la testa almeno alla base della criminalità organizzata, magari continuerà ad esistere, ma sarà molto più limitata (che poi è la stessa lezione che si è imparato in Afghanistan, seppur in termini estremamente e completamente diversi). D'altronde la maggior (ma questo non vuol dire che non ci fosse già da prima, solo che è più tangibile ora) infiltrazione di Camorra & .Co al nord si è avuta proprio con lo svilupparsi e potrarsi della crisi tramite riciclaggio di denaro e prestiti ad usura.

2) sul fatto che i sindacati rappresentano una protezione a posti di lavori fuori dal mercato così a prima vista mi verrebbe da dire il contrario (ma probabilmente sbaglio): basta vedere quanto non hanno fatto con i grandi stabilimenti industriali del sud Italia, statali o privati che siano. Comunque non credo neanche che salari su base regionali possano avere una qualche valenza pratica, non saranno i 10 euro in meno o in più a convincere una azienda ad investire (c'è sempre la Cina...), più effettiva dal punto di vista teorico mi pare una diminuzione delle tasse che gravano sul lavoro.

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Re: Il federalismo parte... con più tasse

Messaggio Da Ospite il Ven Mag 13, 2011 4:50 pm

A parole ti sembra che sviluppare l'economia sana e la presenza dello stato nel meridione valga a cancellare le mafie, la verità è che il tessuto sociale largamente compromesso con le organizzazioni malavitose è un ostacolo enorme proprio allo sviluppo della economia sana, credimi, io sono meridionale, napoletano (perquanto ne so io come porto industriale Napoli è il secondo d'Europa e credo di non sbagliarmi, forse ti confondi con i porti turistici o può darsi più prosaicamente che abbia io l'informazione sbagiata), ti basti vedere il problema dell'immondizia, ci si sono cimentati tutti gli schieramenti e le forze sane per evitare una figura meschina a Napoli e all'Italia così prolungate e dirompente. La verità è che si ha a che fare con gente di una crudeltà e spietatezza raccapriccianti e l'unico modo per liberarsene è una azione militare e di polizia zero-tollerance e ci si può mettere trent'anni a bonificare i territori dall'invadenza e dalla prepotenza di questa gente. Io apprezzo il tuo candore ma tu non hai la minima percezione della enormità del problema. Ci vuole una autentica rivoluzione liberale nel meridione che cambi completamente la mentalità delle persone. Una cosa improba. Altro che qualche legge che invogli glim investimenti e l'economia sana. Ci sono interi quartieri in cui la polizia non mette neanche piede immersi nella legge del più forte. Se un cittadino ha un problema al Sud si rivolge al capo-banda o al politico di zona (che è più o meno la stessa cosa). A te fa ribbrezzo l'idea di trattare con questa gente, ti capisco ma allora l'unica soluzione è quella di spazzarli via, commissariare tutti i comuni collusi ed impiegare task-forces di inquirenti e di forze dell'ordine, forsanche impiegare stabilmente l'esercito a difendere le persone. Il problema è enormemente più complesso di come lo fai tu. Si tratta di rompere tradizioni e costumi che hanno radici antichissime e che ormai fanno parte della mentalità dei nostri popoli.

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Re: Il federalismo parte... con più tasse

Messaggio Da Ospite il Ven Mag 13, 2011 5:08 pm

Appunto, ma una operazione di repressione da sola non serve a molto se non è accompagnata anche da una 'alternativa' per le popolazioni locali.

Se si mettono in galera anche tutti i boss e affiliati vari non per questo le malavite organizzate scompaiono per sempre, magari giusto per un po', ma poi ricompaiono (sotto nuove forme, e magari senza apparenti collegamenti con gli schemi passati) in quanto come giustamente dici tu c'è anche un fenomeno di radicamento sociale di certi comportamenti.
Insomma tolto un boss ne fa presto a risorgere anche un altro, se il terreno sociale ed economico è fertile, che sfrutta il vuoto di potere creatosi per farsi largo ricreando quindi il fenomeno.
Detto in parole povere: se un quartiere è degradato e povero si possono togliere anche tutti i boss che la banda di ragazzini che vive per strada appena comincia a diventare più grandi cominciano a replicare lo stesso fenomeno che si era debellato formando per lo meno gran parte della manovalanza (in fondo un capo senza qualcuno da comandare è un illustre signore senza però reale potere), fenomeno che nell'arco di 10/15 anni rischia di ritornare al punto al quale lo si era debellato (se poi con l'apporto di qualche 'veterano' anche in maniera più virulenta)

é il problema della riqualificazione dei quartieri degradati o dei campi rom: è inutile mettere in cella tutti i micro-criminali se non si agisce anche per migliorare le aspettative di vita di quel quartiere in quanto le stesse condizioni di vita finiranno per rigenerare quello stesso fenomeno che magari si era per un certo tempo debellato.

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Re: Il federalismo parte... con più tasse

Messaggio Da Ospite il Ven Mag 13, 2011 5:20 pm

Concordo ma ti renderai conto che per riqualificare i quartieri occorre una quantità di risorse enorme ed occorre avere delle personalità non solo irreprensibili ma anche talmente volitive da impedire che qualsiasi tentativo di riqualificazione ricada tranquillamente in appalti truccati e vada solo ad ingrossare le fila ed i conti correnti della malavita. Devi avere presente che la migliore delle intenzioni si scontra contro il fatto che ad attuare le politiche sul territorio sono quegli stessi personaggi collusi che la gente dei quartieri vota per rappresentarli e che puntualmente da decenni malversano il fiume di denaro che è stato riversato sul mezzogiorno per farne clientelismo ed affari privati. Anche la migliore delle intenzioni si scontra con la realtà di fatto.
Sono milioni i meridionali afferenti più o meno esplicitamente ad interessi clientelari o ad una cultura del contro stato (come sono peraltro milioni i meridionali che si battono energicamente contro tutto questo)

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Re: Il federalismo parte... con più tasse

Messaggio Da Ospite il Ven Mag 13, 2011 5:25 pm

Beh, ma se neanche ci si prova allora si è già perso in partenza Wink

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Re: Il federalismo parte... con più tasse

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