Analisi e dati.

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Analisi e dati.

Messaggio Da Fabrizio Marchionne il Dom Set 05, 2010 9:12 am

Grazie ai link forniti da Lorenzo, possiamo iniziare una discussione analitica sul geotermico.

Partiamo con questo.
http://www.geotermia.org/
E quindi con il geotermico.

Troviamo dati interessanti sul costo dell'impianto e del funzionamento. Analizziamo questo, per ora, e vediamo se è possibile raccogliere idee per migliorare la situazione attuale sul geotermico, che tra l'altro è davvero poco conosciuto, e avanzare proposte concrete.


Bolletta energetica annuale - Stima edificio mediamente isolato
Riscaldamento geotermico / raffrescamento passivo: 800 euro/anno
Metano / condizionamento tradizionale: 2.100 euro/anno
GPL / condizionamento tradizionale: 4.500 euro/anno
Gasolio / condizionamento tradizionale: 3.800 euro/anno

Come sottolineato dal sito, l'impianto ha una stima di vita che è pari al doppio di una caldaia a metano tradizionale e le manutenzioni sono molto ridotte, mentre quelle per le caldaie si devono effettuare ogni anno.
Il costo di ammortizzamento dell'impianto geotermico è compreso tra i 4 e i 6 anni. Più che altro, si parla dell'extracosto rispetto alla caldaia a metano.


Ammortamento
Costo impianto geotermico = 20.000 euro
Costo impianto tradizionale = 12.000 euro
Extra costo = 8.000 euro
Risparmio annuo = 1.300 euro
Ammortamento = 8.000/ 1.300 = 6,1 anni.

Come si evince dai dati, probabilmente per molti non converrebbe sostituire l'attuale impianto a metano con un impianto geotermico, ma credo sia essenziale regolamentare l'installazione di detti impianti negli edifici di nuova costruzione. Ovviamente, associando a questo l'introduzione di un'elevata coibentazione ed isolamento termico, altrimenti è tutto inutile.
Facendo delle ipotesi con i dati qui sopra, quanto potrebbe venire a costare un impianto del genere per un condominio?
Tra l'altro, con dei pannelli radiatori, diffondere il calore è anche piuttosto semplice. Il problema immagino sia far passare i tubi. Sbaglio?
Tralasciando il problema della contabilità, che ovviamente in un condominio è problematica e si dovrebbe installare un contacalorie per ognuno dei condomini.

Solitamente, per il riscaldamento abbiamo le seguenti cifre:
Nord Italia.
Energia media annua per acqua calda sanitaria = 4000 kW/h.
Energia media annua per riscaldamento = 8000 kW/h.
Energia elettrica media annua = 3000 kW/h.

Centro Italia.
Energia media annua per acqua calda sanitaria = 4000 kW/h.
Energia media annua per riscaldamento = 3500/4000 kW/h.
Energia elettrica media annua = 3000 kW/h.

Sud Italia.
Energia media annua per acqua calda sanitaria = 4000 kW/h.
Energia media annua per riscaldamento = 3000 kW/h.
Energia elettrica media annua = 3000 kW/h.

Quindi è evidente che tra pannelli solari e impianto geotermico, la richiesta di energia dall'esterno sarebbe molto bassa.


Fino a qualche anno fa, tra l'altro, impianti geotermici erano detraibili al 55%. Si sa se questo tipo di detrazione è ancora usufruibile?


Ultima modifica di Fabrizio Marchionne il Mer Set 22, 2010 4:20 pm, modificato 3 volte
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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da lorenzoferrua il Dom Set 05, 2010 2:46 pm

Faccio notare che il geotermico con sonde interrate verticali e orizzontali è usato da molti anni in paesi come Francia e Svizzera!
Purtroppo in Italia è sempre difficile l'introduzione di nuovi sistemi, e credo la causa sia lo scarso aggiornamento dei tecnici e la cattiva educazione dei privati verso il risparmio energetico!
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Messaggio Da archimede/fabio pareto il Gio Set 09, 2010 4:24 pm

difatti l italia è retrograda soprattutto legislativamente in merito,e per quanto riguarda i permessi.comunque tecnicamente parlando il geotermico attualmente ha fatto notevoli passi avanti in quanto alle zone impredisposte/sfavorevoli per ipotermicità del terreno.difatti laddove il terreno non è caldo ,intercettano con lo scambiatore di calore, falde d acqua freatica sotterranea,o bacini idrici esterni od interni,o ruscelli/fiumi.con il sistema a pompa di calore interscambiano il circuito idraulico della sonda sommersa con il circuiro gassoso per la pompa di calore tipo condizionatori tradizionali,normalmente impossibilitati sotto lo zero atmosferico.i consumi comunque sono e restano notevolmente inferiori agli altri sistemi tradizionali,gas,elettrico,gasolio ecc. il problema del costo di installazione ovviamente varia e dipende dalle relative situazioni.se una casa è limitrofa ad un bacino,fiume o ruscello chiaramente diminuira notevomente in quanto non sara necessario trivellare 200 od 300 metri di suolo per arrivare al terreno caldo od alla prima falda idrica freatica.l ideale a mio avviso,tecnologicamente parlando in questi casi sarebbe integrare l impianto geotermico con quello idrosolare a tubi coassiali per riscaldamento solare dell acqua,con tanto di serbatoio termos da 100 litri o piu per l inerzia termica notturna,onde poterlo utilizzare per il circuito a pompa di calore per scaldare la casa.

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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da lorenzoferrua il Gio Set 09, 2010 5:02 pm

...forse c'è un pò di confusione.
In Islanda usano l'acqua calda del sottosuolo per scaldare le case, ma non hanno bisogno di pompe di calore.
La pompa di calore non deve usare acqua calda. Il nome "Pompa di calore" stà a significare che prende (pompa) il calore da un elemento (l'acqua o l'aria). Ci sono pompe di calore che riescono a produrre riscaldamento anche da acqua o aria fredde.
Il meccanismo di funzionamento è quello di un frigo! affraid ... tutta questa innovazione viene da una cosa che da decenni sta nelle nostre cose???
In breve come funziona la pompa di calore: un compressore, consumando un poco di elettricità, fa passare il gas del circuito dallo stato gassoso a quello liquido (o viceversa) . In queste fasi il gas ASSORBE o CEDE calore.Quindi io posso avere acqua a 15° e la pompa mi va a prendere calore in quei 15°! Al contrario farà in estate cedendo calore a quei 15°!
Il problema stà nell'umidità e struttura del terreno, definendo la capacità del terreno di fare da scambiatore con la sonda.
Così la sonda nel terreno mi deve garantire una temperatura costante in arrivo alla pompa di calore (cedendo o prendendo dal terreno).

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Messaggio Da archimede/fabio pareto il Gio Set 09, 2010 8:22 pm

caro lorenzo forse non ci siamo capiti.ci sono tre tipi di geotermia,una è quella tipo soffioni boraciferi di larderello,dovuta a gas di vapore acqueo od acqua calda del sottosuolo tipo islanda come dicevi.ed inquesti casi la termicità è diretta e gratuita.anche se si dovesse scendere un poco nel terreno in quei posti non è un problema trovare alte temperature per l esercizio termico nelle case,al massimo puo servire una comune pompa elettrica per spostare la termicita attraverso tubature fino all utenza.ma laddove non c è questa fortuna subentra il geotermico tipo due ,che consta nell intercettare una temperatura discreta ma costante che puo variare da 10 ai 30 gradi centigradi nel sottosuolo,mediante pompa idrica che va ad intercettare la discreta fonte termica nel sottosuolo per portarla in superficie dove va a calmierare attraverso un intercooler /scambiatore termico radiante,il circuito gassoso tipo frigo come dici,tipico dei condizionatori d aria che si sa quando la temperatura dell aria esterna atmosferica si avvicina allo zero non funzionano piu bene per scaldare una casa,poichè funzionano prelevando quel poco di calore atmosferico dall aria esterna,piu è fredda e meno ne ricavano per scaldare la casa,comunque fino ai 4 gradi esterni funzionano scaldando la casa anche a 25 gradi c.ovviamente consumando piu corrente.col sistema geotermico tipo due non solo si risolve il problema termico ma anche quello energetico ,poichè captando nel sottosuolo temperature stabili comprese dai 10 gradi in su la pompa di calore del condizionatore ha un rendimento maggiore e minore consumo elettrico.quindi basta captare una temperatura superiore a quella atmosferica in pieno inverno,capace di raggiungere lo zero ed andare sotto zero in molte zone del nord italia,per avere risolto il problema termico ed energetico d inverno.ovviamente d estate basta la stessa captazione se la temperatura è stabile e comunque compresa entro detti valori 10 gradi 20 gradi,altrimenti si una un altro punto di captazione piu freddo ,quindi meno profondo.nei siti precitati geotermici per l edilizia sono specificate molto bene queste cose.il tipo tre consta nel captare bacini idrici fiumi o ruscelli limitrofi alla casa,o il sistema di accumulo idrotermico solare.

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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da lorenzoferrua il Gio Set 09, 2010 8:29 pm

Ora diciamo le stesse cose...ma quando hai scritto che bisogna trivellare 200-300 metri per trovare acqua calda mi è venuto qualche dubbio Very Happy
A proposito di trivellare...hanno sviluppato nuove sonde a spirale più corte delle classiche fatte ad U, che richiedono scavi meno profondi!
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Messaggio Da archimede/fabio pareto il Gio Set 09, 2010 8:33 pm

benissimo lorenzo,immaginavo appunto dei malintesi.si per acqua calda intendevo discreta,per uso pompa di calore.bene la tecnologia fa passi da gigante anche con le sonde di captazione piu compatte piccole per poter trivellare con diametri minori,e minore profondità.comunque il sistema idrotermico solare ad accumulo idrotermico,per integrarlo al sistema pompa di calore puo essere una quarta alternativa ,che puo escludere la trivellazione.pero ci vogliono due cisterne ,una isolata tipo termos che riceve l acqua calda dai pannelli idrosolari a tubi di vetro coassiali per alimentare l intercooler della pompa di calore.la seconda cisterna invece sara quella contenente l acqua raffreddata dalla pompa di calore,pronta ad riscaldarsi dai tubi idrosolari sul tetto della casa,cosi il circuito si chiude,ovviamente una piccola pompa idrica fa muovere l acqua fra tubi cisterne e scambiatore.cosa ne pensi lorenzo,secondo te ci sarebbe un risparmio economico rispetto alla trivellazione.io credo dipenda dalle leggi sui contributi,solare,geotermico ecc.

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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da Ospite il Mer Set 22, 2010 4:55 pm

Se posso aggiungo alcuni dati (Spero affidabili) di massima.

I dati che riporto sono tratti da:
"Risorse rinnovabili -Guida Tecnica" di Luca Colombo, ed. Esselibri-Simone
Di quelli citati non dovrei averne dimenticato nessuno in particolare, ma non lo escludo a priori.
Il libro, che è incentrato in particolare su quel che riguarda gli usi 'domestici' affronta anche capitoli come la Bioedilizia, i biocombustibili, la Domotica e la Cogenerazione, però di questi dando solo panoramiche generali.

Solare Termico:

Impianto per acqua calda sanitaria per 4 persone con accumulo di 200 litri necessari 5m2 di pannelli ben disposti.
Costo ipotetico per tale esempio: tra i 5000 ed i 10000 euro.
Rientro nell'investimento in 10 anni senza incentivi.

Fotovoltaico:

Per impianti di tipo casalingo si parla in media indicativamente per kilowatt di picco:
-6.000/6.800 E per fotovoltaico a tecnologia di Silicio Cristallino
-6.800/7.200 E per tecnologia CIS
-4.200/4.500 E per tecnologia a Silicio Amorfo

I costi però non aumentano in maniera lineare in genere all'aumentare della potenza richiesta ed in genere presentano economie di scala.
Investendo per circa 3kWp (ovvero l'utenza media familiare) la cifra varierà tra i 13.500 ed i 21.500 euro e saranno necessari almeno 24m2 di pannelli ben disposti.
Rientro dell'investimento in genere attorno al decimo anno con incentivi pubblici se l'impianto è connesso alla rete

Biomasse:
Caldaia a pezzi di legna per famiglia di 4 persone per riscaldamento acqua il costo è stimato attorno ai 7000/8000 E, locale di 8m2 necessario.
L'acquisto di caldaie ad alte prestazioni consente di beneficiare di una detrazione IRPEF del 55% in 5 anni.
Impianti oltre le 30kcal/h necessitano di progetto da parte di un tecnico abilitato
Oltre le 100kcal/h o con depositi di stoccaggio oltre i 50 quintali necessario anche certificato prevenzione incendi.

Biogas:

Indicato particolarmente per uso diretto da parte degli allevamenti e delle aziende agricole in genere, taglia minima degli impianti attorno ai 50kW.
Deiezioni di 1000 capi sufficenti ad alimentare un motore da 200kw (900.000 euro il costo indicativo di un tale impianto), o 400 ettari di mas per fare insilato (50t/ha/anno) per un impianto da un megawatt.

Costo di un impianto varia tra i 3500 ed i 6000E per kilowatt installato, rientro nell'investimento (se condotto in maniera oculata) attorno al 4/5° anno.

Geotermico:
(geotermia a bassa entalpia)
Necessario di aree per la realizzazzione di reti per la captazione di energia nel terreno, non tutti i terreni sono ideali (studi preliminari necessari prima di impiantare ogni impianto).

Villa monofamiliare 200m2 categoria B si prevede di installare pompa di calore di 10kw e due sonde da 100m, il costo delle sonde e della pompa di calore sono indicativamente di 15/20 mila euro ( i costi di installazione non sono compresi), tempo di rientro nell'investimento per il quale possa valere il discorso di vantaggio economico circa 15 anni.

Idroelettrico:
legato all'andamento meteo
costo per kW tra i 1000/3000 molto indicativamente
ampio impatto ambientale sui corsi d'acqua

Eolico
Generatore di 3kW mediamente ha un diametro delle pale di 2 metri ed una altezza al mozzo tra i 6 ed i 9 metri, generatore di 15kw diametro pale 10 metri e altezza tra i 18 ed i 25 metri.
Prezzi del minieolico: 3.500 e/kw per impianti ad asse orizzontale e 4.500 per quelli ad asse verticale, prezzi chiavi in mano escluse opere di allacciamento rete elettrica, costo di manutenzione 1/2% del prezzo iniziale in media, tariffa agevolata di 0,30 E per kWh prodotto, necessario studio delle condizioni climatiche per il minieolico (costo indicativo 1000 euro per 6 mesi di rilevazione).
Per un impianto da 15kW il costo, allacciamenti esclusi si può stimare attorno ai 52.000 E.
Per impianti sotto i 60kW basta una normale DIA in comune, oltre i 60kW fino ai maxieolici necessaria autorizzazione unica (necessario contattare 30 enti, tra cui ENAC e questo in particolare ve lo raccomando caldamente - nota mia)

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Messaggio Da archimede/fabio pareto il Mer Set 22, 2010 5:09 pm

dimenticavo la tecnologia idrotermica delle stufe a pellets.ovvero il collegamento della stufa a pellets all impianto idraulico dei termosifoni.questo sistema permette notevoli risparmi energetici e nessuna modifica importante all impianto idraulico.basta l allaccio con la stufa a pellets del tipo idro,cioè adatta ad essere collegata all impianto idrotermico dei termosifoni.il costo è in media attorno alle 6000 euro per 100 mq abitativi tutto compreso.poi dipende dalle marche di stufe ed installatori.come consumo di pellets circa 100 euro al mese nel periodo freddo.

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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da Ospite il Mer Set 22, 2010 5:18 pm

Ho trovato anche questo documento che può interessare, anche se risale al 2008 (probabilmente ce ne sarà anche una versione aggiornata)

http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/resources/file/eb0d314d30a62c9/dbz-brochure-klimaenergy08_%20ITA.pdf?MOD=AJPERES

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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da Ospite il Ven Nov 12, 2010 5:30 pm

Segnalo questa notizia passata un po' in sordina che modifica piuttosto pesantemente l'attuale scenario di incentivi a favore del risparmio energetico nell'edilizia:

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-11-11/salta-proroga-detrazione-riqualificazione-092518.shtml?uuid=AYlznliC

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incentivi free energy

Messaggio Da archimede/fabio pareto il Ven Nov 12, 2010 9:00 pm

cosi non si aiutano di certo le free energy ,ma il nucleare,il petrolio e il business dei soliti ignoti che ci vogliono tanto bene da farci morire.

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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da Ospite il Sab Gen 01, 2011 5:05 pm

Posto qui un po' di materiale a riguardo dell'attuale normativa sul risparmio energetico:

http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/fin2007.htm

http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/decreti.htm

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Messaggio Da archimede/fabio pareto il Sab Gen 01, 2011 6:50 pm

ho da circa 10 giorni installato una stufa a pellets da 11 kw con scambiatore recupero calore tubo scarico fumi e bocchette ausiliari x incanalare l aria calda in almeno due camere entro 5 metri.l ho pagata 2500 euro edilcamin cherie simpaty e va benissimo.mi scalda ben 100 mq di appartamento ,in cui ingresso sala e cucina sono senza muri interni,quindi riscaldabili direttamente dalla stufa ,che è del tipo che riscalda l aria mediante ventole,non connessa all impianto idraulico dei radiatori.lasciando aperte le porte delle camere attigue si riesce a riscaldarle senza problemi e senza tubi aggiuntivi.....un sacco di pellets al giorno da 15 kgh di circa 4 euro di costo e mi riscalda dalle 8 del matti no fino alle ore 24 circa ed oltre ,a seconda dell intensita del freddo.......credo sia l investimento meno costoso,piu economico e piu semplice in assoluto.......per ora.

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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da Ospite il Mar Mar 08, 2011 12:45 pm

segnalo questo interessante sito per quel che riguarda il settore automotive con tanti dati e informazioni, anche per singola nazione:
http://www.cleanvehicle.eu/index.php?id=startseite

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ambiente

Messaggio Da luca barbato il Mar Mag 03, 2011 11:17 am


Premesso che tutte le proposte che ho letto sul forum mi trovano appassionatamente d'accordo, spero che quanto prima siano raccolte in una formula legislativa che le renda obbligatorie nelle nuove costruzioni ma anche immediatamente applicabili almeno alle strutture pubbliche.
Per legge si potrebbe
-obbligare i comuni e le regioni a installare impianti fotovoltaici su tutte le strutture pubbliche: a parte i ministeri che di solito sono palazzi storici e su cui si apre un capitolo controverso, abbiamo palestre, piscine, scuole e quant'altro da sfruttare per la produzione di energia elettrica.
-incentivi per i privati (io ne ho usufruito per casa mia e mi pare che la cosa funzioni: dimezzata la bolletta e mutuo per i pannelli a costo zero per me) e le industrie; magari per quest'ultime si può pensare a dei mega incentivi (se non addirittura a forme coercitive per il bene pubblico sul modello degli espropri per far passare le autostrade) per portare in pochi mesi a una produzione massiccia di elettrico ecosostenibile (immaginate tutti i capannoni d'Italia coperti di pannelli....mi vengono i brividi: migliaia di kwh senza mangiare neanche un metro quadro di verde).
-incentivi per la ricerca sul nucleare freddo etc. senza insabbiamenti o timori reverenziali per i potentati del petrolio
-moltiplicazione degli impianti a metano per autotrazione (qui in friuli ce ne sono 4 con decine di domande per aprirne di nuovi chiuse in un cassetto in regione: ho parlato personalmente con gestori che hanno fatto richiesta da anni: perchè? chi bisogna ringraziare?)
-obbligo per gli uffici pubblici di servirsi di carta riciclata
-obbligo per i quotidiani e i periodici di uso di carta riciclata
-inasprimento delle pene per i reati ambientali, dal bruciare dei copertoni al traffico di rifiuti tossico-nocivi con ampio ricorso al penale possibilmente per direttissima, come per il terrorismo e la mafia (niente ammende, galera diretta).
D'altra parte chi attenta all'ambiente attenta direttamente alla salute e alla vita dei cittadini
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Re: Analisi e dati.

Messaggio Da Ospite il Dom Nov 20, 2011 2:39 pm

Il modello tedesco. Dati, obiettivi e modi:
http://www.ambbaku.esteri.it/Ambasciata_Berlino/Menu/I_rapporti_bilaterali/Cooperazione_economica/Settori_merceologici/Energia/

Ecco gli elementi principali di incentivazione che ne hanno garantito il successo secondo l'analisi della nostra ambasciata a Berlino:

L’espansione delle energie rinnovabili in Germania è considerata un modello di successo. Il fattore più importante della loro crescita nel settore elettrico è il sistema di promozione previsto dalla legge sulle fonti rinnovabili (Erneuerbare Energien Gesetz – EEG). Esso mira ad introdurre nel mercato nuove tecnologie, fornendo un incentivo finanziario fino al raggiungimento della maturità per il mercato.
Il meccanismo previsto obbliga i gestori delle reti di distribuzione a:
- immettere in via prioritaria nella rete elettrica l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili;
- pagare per un minimo di 20 anni ai gestori degli impianti una tariffa minima fissata per legge, che attualmente è superiore al prezzo di mercato dato che i costi dell’energia rigenerativa sono ancora superiori a quelli dell’energia generata da fonti convenzionali;
- la differenza tra la tariffa minima fissa e il prezzo di mercato della corrente viene scaricata sui consumatori mediante il meccanismo di ridistribuzione equa degli oneri supplementari per le energie rinnovabili (cd. EEG-Umlage).
Il sistema si sta peraltro rivelando vittima del suo stesso successo, con una crescita esponenziale di nuovi impianti per le fonti alternative (si registra in particolare un boom nel solare) e di conseguenza l’aumento dei costi da suddividere complessivamente sulle bollette dei clienti finali. Visto l’andamento degli ultimi mesi, si prevede che nel 2011 vi sarà un aumento del 70% circa della quota, che dovrebbe passare, secondo i calcoli dei gestori delle reti di distribuzione, da 2 a 3,5 cent per kilowatt/ora (un aumento medio per famiglia calcolato in circa 70 euro all’anno).


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